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Tar Lazio: annullato decreto Franceschini. Sentenza FUS diventi opportunità, dice Ferrara (PD)

"La notizia della sentenza del Tar del Lazio che dichiara illegittimo il sistema di valutazione stabilito dall'art. 5 del decreto ministeriale 1 luglio 2014 che regolamenta l'erogazione dei Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) riflette le tante perplessità espresse dalle realtà escluse o declassate dal bando", segnala in un comunicato Elena Ferrara del Partito Democratico.

"La notizia della sentenza del Tar del Lazio che dichiara illegittimo il sistema di valutazione stabilito dall'art. 5 del decreto ministeriale 1 luglio 2014 che regolamenta l'erogazione dei Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) riflette le tante perplessità espresse dalle realtà escluse o declassate dal bando in questione nella scorsa estate a programmazione sostanzialmente in gran parte realizzata" riflette in un comunicato la senatrice democratica Elena Ferrara.

"Va detto che il Fus 2015 non ha subito tagli, anzi le risorse sono state incrementate, e che alcuni elementi di rinnovamento sono stati accolti positivamente anche dal mondo dello spettacolo dal vivo. Già dalle prime risultanze del nuovo metodo di erogazioni dei fondi, nel luglio 2015, però, appariva evidente una discutibile suddivisione delle risorse pubbliche con forti squilibri territoriali e incongruenze tra realtà simili per non parlare dell'esclusione di realtà che devono essere considerate pilastri della nostra tradizione musicale come festival, bande e cori attivi su tutto il territorio nazionale. Criticità e osservazioni confluite in due interrogazioni che ho immediatamente rivolto al ministro Dario Franceschini" ricorda l'esponente PD.

"Il Tar del Lazio ha evidenziato un'abdicazione al compito di una valutazione qualitativa: un'indicazione chiara rispetto alla necessità di entrare nel merito della programmazione culturale di ciascun soggetto per evitare, come è accaduto, che risultino escluse dai finanziamenti realtà riconosciute, stimate e apprezzate dal mondo della cultura come ad esempio il Premio Scenario o il Centro di ricerca Cemat, per ricordarne alcune. - spiega - La necessità di dare un nuovo impulso alla cultura di qualità impone il superamento di contributi che guardano allo 'storico' come criterio spesso abusato a discapito dell'innovazione, ma, sia le tempistiche in cui è intervenuto il provvedimento che l'adozione di algoritmi penalizzanti la qualità dell'offerta culturale hanno creato le condizioni per la chiusura di realtà che da decenni offrivano importanti esperienze di innovazione, promozione e ricerca."

"Siamo alla vigilia di un importante passaggio con il nuovo codice dello spettacolo. - sottolinea quindi la parlamentare - L'ascolto dei portatori di interesse che vede il ministro impegnato in prima persona con il collegato il cui iter parte dal Senato, sarà un elemento fondamentale, ma non di meno sarà importante individuare funzionari in grado di contribuire al rinnovamento del settore. Il lavoro di sinergia con le commissioni parlamentari competenti potrà dare i risultati sperati."

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