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Uilm, Electrolux paradossale: meno soldi, più ritmi di lavoro, maggiori esuberi

Se per la Fiom "quello di Electrolux è un piano inaccettabile", per la Uilm "Electrolux ha esposto ai sindacati un piano paradossale", con Gianluca Ficco che spiega: "La multinazionale svedese vorrebbe abbassare il costo del lavoro, aumentare i ritmi di lavoro e continuare con gli esuberi, fino alla possibile chiusura dello stabilimento di Porcia".

Anche la Uilm, come la Fiom, non appare rassicurata dalla Electrolux quando in una nota dichiara che "la proposta del costo dell'ora lavorata prevede una riduzione di 3 euro. In termini di salario netto questo equivale a circa 8% di riduzione ovvero a meno 130 euro mese". Per la Fiom la "quello di Electrolux è un piano inaccettabile, un ricatto che và respinto" tanto da chiedere un "impegno personale" di Enrico Letta per dirimere la vertenza e definire urgentemente "le misure di politica industriale necessarie al settore dell'elettrodomestico e manifatturiero", tanto che anche la Uilm auspica un "intervento immediato del Governo, prima che la discussione degeneri del tutto". Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm del settore degli elettrodomestici dichiara, come riposta l'agenzia di stampa Asca: ''Electrolux ci ha esposto un piano paradossale, in cui, da una parte, si chiede il taglio degli stipendi e sacrifici di ogni tipo e, dall'altra, si prospetta l'aumento degli esuberi in tutta Italia, fino addirittura alla possibile chiusura della fabbrica di Porcia, decisione questa che sarà presa ufficialmente ad aprile".

"Electrolux - prosegue quindi Ficco - vorrebbe adottare una serie di misure che abbasserebbe il costo del lavoro di circa il 12% subito e di un altro 3% nei prossimi 3 anni, principalmente attraverso l'eliminazione dei premi aziendali, il congelamento degli scatti di anzianità e l'assorbimento degli aumenti del Contratto nazionale per i prossimi tre anni; contemporaneamente vorrebbe tagliare le pause ed aumentare i ritmi di lavoro". Il coordinatore nazionale Uilm del settore degli elettrodomestici sottolinea infine come la multinazionale mantenga "un atteggiamento ambiguo sul tema della riduzione di orario, adombrando perfino la possibilità di una riduzione strutturale, che ove realizzata senza ammortizzatori sociali porterebbe un'ulteriore decurtazione degli stipendi del 25%. Tuttavia, - conclude Ficco - anche qualora tutte queste richieste fossero accettate dai lavoratori, gli esuberi continuerebbero comunque ad aumentare: a Solaro 182, a Forlì 160, a Susegana 331, negli uffici centrali 150 e addirittura la possibile chiusura di Porcia, fabbrica di lavatrici con 1.100 dipendenti, ma quest'ultima decisione sarà assunta ad aprile".

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