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UE: Electrolux libera di lasciare Italia, ma preoccupati per esuberi

Mentre il sindacato europeo IndustriAll sostiene che "il caso Electrolux non è un caso italiano ma riguarda la sopravvivenza di un settore strategico per l'Europa", la Commissione UE precisa che "non si oppone in principio ai trasferimenti degli stabilimenti di produzione", dicendosi solo preoccupata dalle "possibili conseguenze sociali ed economiche derivanti dagli esuberi".

Mentre i sindacati Fim-Cisl, Fiom e Uilm "rigettano completamente" il piano di tagli avanzato da Electrolux, anche il sindacato europeo IndustriAll "si unisce alla condanna dei sindacati italiani per l'inaccettabile comportamento da parte di Electrolux e sostiene la richiesta di un Comitato aziendale europeo straordinario" spiega in una nota Sabina Petrucci (Fiom). La coordinatrice IndustriAll del Comitato aziendale europeo (Cae) Electrolux afferma infatti che "l'azienda prende tempo proponendo una conferenza telefonica priva di giustificazioni pur di non convocare il Cae, i cui membri hanno tutti richiesto una riunione urgente per discutere della situazione italiana e di quella industriale europea della multinazionale. - ed aggiunge - Non ci fermeremo, abbiamo già richiesto a Bruxelles, in assenza di una convocazione urgente del Cae, la riunione entro la prossima settimana del coordinamento di tutte le organizzazioni sindacali coinvolte in Electrolux". Per IndustriAll Europe, infatti, "il caso Electrolux non è un caso italiano ma riguarda la sopravvivenza di un settore strategico per l'Europa". Intanto, anche la Commissione UE entra nel dibattito sulla vertenza Electrolux dicendosi "molto preoccupata delle possibili conseguenze sociali ed economiche derivanti dagli esuberi nelle fabbriche di Electrolux in Italia". Al contempo, la Commissione UE precisa che "non si oppone in principio ai trasferimenti degli stabilimenti di produzione, visto che le aziende dovrebbero essere libere di scegliere i luoghi di produzione in base ai loro specifici modelli economici e all'evoluzione delle condizioni di mercato".

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