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Fiom: produzione Electrolux si ferma. Serve impegno in prima persona di Letta

La Fiom-CGIL chiarisce che "quello di Electrolux è un piano inaccettabile, un ricatto che và respinto" e auspica "un impegno in prima persona" di Enrico Letta che deve incotrare i sindacati per trovare "le misure di politica industriale necessarie al settore dell'elettrodomestico e manifatturiero". La Fiom avverte quindi che da oggi, 28 gennaio, in tutte le fabbriche Electrolux "la produzione si ferma".

Nonostante la Electrolux abbia precisato in una nota che "la proposta del costo dell'ora lavorata prevede una riduzione di 3 euro. In termini di salario netto questo equivale a circa 8% di riduzione ovvero a meno 130 euro mese", la Fiom non appare affatto soddisfatta di ciò che l'azienda svedese ha messo sul tavolo, riassumendo in una nota i termini dell'accordo: "Electrolux ha comunicato al Coordinamento sindacale un piano industriale che prevede: 1) la chiusura dello stabilimento di Porcia e la perdita del posto di lavoro per 1.200 lavoratrici e lavoratori che si aggiungono ai tagli già annunciati nei precedenti incontri e che riguardano oltre 150 impiegati della struttura; 2) il taglio di tutto il salario aziendale, il congelamento degli scatti di anzianità e la sospensione del pagamento delle festività cadenti di sabato e domenica; 3) un aumento generalizzato dei ritmi e dei tempi di lavoro e il taglio delle pause sulle linee di montaggio, con un conseguente aumento degli attuali esuberi negli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì; 4) un orario di lavoro strutturale a sei ore giornaliere, da realizzarsi intanto con il ricorso al contratto di solidarietà ma da mantenersi anche successivamente all'esaurirsi degli ammortizzatori sociali, la riduzione delle agibilità sindacali e delle ore di assemblea."

La Fiom chiarisce quindi che "la multinazionale ha affermato che solo al realizzarsi di queste condizioni, e comunque a una riduzione equivalente del costo del lavoro, manterrà parte delle produzioni e della propria presenza industriale in Italia" perché "con questi interventi sulla propria struttura produttiva, sui salari e sulle condizioni di lavoro Electrolux intende perseguire competitività e sostenibilità delle produzioni italiane, cancellando occupazione, salario e diritti, mettendo in discussione la contrattazione aziendale e lo stesso contratto collettivo nazionale di lavoro". Il sindacato della Fiom-CGIL precisa quindi che "quello di Electrolux è un piano inaccettabile, un ricatto che và respinto. La chiusura dello stabilimento di Porcia, la perdita di posti di lavoro negli altri stabilimenti del gruppo e nella struttura, il peggioramento delle condizioni di lavoro - e di vita - e il taglio dei salari per tutti i lavoratori della Electrolux, delineano una strada che riguarda tutti, in primo luogo i lavoratori interessati, che è quella di un impoverimento di tutto il mondo del lavoro, dei territori interessati, e che apre una strada pericolosa che travalica lo stesso settore".

Il sindacato della categoria dei metalmeccanici sottolinea quindi come sia "necessario e non più rinviabile un intervento diretto del presidente del Consiglio; - aggiungendo - a Enrico Letta chiediamo di incontrare il sindacato e di impedire alla multinazionale svedese l'abbandono del nostro paese, di definire le politiche industriali necessarie a salvaguardare la competitività delle produzioni italiane e per contrastare una competitività basata esclusivamente su licenziamenti, riduzione dei salari e dei diritti dei lavoratori". La Fiom evidenzia quindi come la presidenza del Consiglio debba "garantire, nella difficile vertenza che riguarda i lavoratori della Electrolux ma anche dell'intero settore elettrodomestico, un impegno in prima persona svolgendo un ruolo di coordinamento sui ministeri interessati - Sviluppo economico, Lavoro e tutti i ministeri che possono svolgere un ruolo nella ricerca di soluzioni per la competitività del sistema industriale italiano - sulle Regioni Friuli, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna e sugli altri livelli istituzionali coinvolti". "Vanno urgentemente definite le misure di politica industriale necessarie al settore dell'elettrodomestico e manifatturiero per salvaguardare produzioni, occupazione, salario e diritti. - conclude la nota della Fiom - Il coordinamento sindacale ha comunque già definito iniziative di sciopero in tutti gli stabilimenti Electrolux e dal 28 gennaio in tutte le fabbriche del gruppo la produzione si ferma e si svolgeranno le assemblee per decidere con i lavoratori come proseguire la mobilitazione".

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