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Electrolux: lavoratori in sciopero e annuncio manifestazione a Roma

La protesta dei lavoratori della Electrolux prosegue, dopo la convocazione delle assemblee, con una giornata di sciopero e mobilitazioni di piazza. Gli operai chiedono "al presidente del Consiglio, Enrico Letta, l'immediata convocazione del tavolo al governo e annunciamo una manifestazione a Roma, sotto Palazzo Chigi".

E' cominciata questa mattina all'alba la protesta dei lavorati della Electrolux, che si sono prima radunati in assemblea e poi, assieme ai sindacati, hanno indetto una giornata di sciopero. Circa 500 lavoratori della Electrolux di Solaro (Milano) stanno presidiando con bandiere e striscioni i cancelli dell'azienda, in corso Europa, mentre Paola Morandin, delegata Rsu di Susegana (Treviso) fa sapere: "In assemblea, dopo aver illustrato le misure irricevibili del piano Electrolux abbiamo votato un ordine del giorno in cui chiediamo al presidente del Consiglio, Enrico Letta, l'immediata convocazione del tavolo al governo e annunciamo una manifestazione a Roma, sotto Palazzo Chigi". E a chiedere un "intervento personale" di Enrico Letta per risolvere al vertenza Electrolux sono la Fiom e la Uilm, che definiscono le proposte avanzate dall'azienda "irricevibili, inaccettabili e paradossali" visto che la multinazionale svedese vorrebbe abbassare il costo del lavoro, aumentare i ritmi di lavoro e continuare con gli esuberi, fino alla possibile chiusura dello stabilimento di Porcia, come riassume Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm del settore degli elettrodomestici. Luca Zaia, Presidente del Veneto, ricorda inoltre che è da ottobre scorso che lui, insieme a Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Vasco Errani, Presidente della giunta regionale dell'Emilia Romagna, e Roberto Maroni, Presidente della Lombardia, chiedono "al governo un tavolo nazionale ma ancora non si è visto nulla".

Luca Salvini, segretario della Lega Nord, si lamenta su Facebook: "Ormai siamo al ricatto. La multinazionale Electrolux, per non licenziare, vuole abbassare gli stipendi degli operai da 1.400 a 800 euro al mese, tagliando premi, pause, festivi e anzianità. Vergogna! Non lavoratori, ma schiavi. A questo ci hanno portato l'Unione Sovietica Europea e l'Euro: si vive o si crepa nel nome del Mercato. Io non mi rassegno: siamo uomini, non numeri". Anche Debora Serracchiani su Facebook scrive: "Non prendiamo nemmeno in considerazione la chiusura di Electrolux a Porcia. Governo faccia la sua parte non sia notaio di volontà svedese". La Serracchiani ricorda inoltre che la "Electrolux, quando entrò in Italia rilevando la Zanussi, ricevette un sacco di soldi, qualche miliardo di lire, dalla Regione" e che quindi ora "dovrebbe preoccuparsi di quello che lascia sul territorio dopo che l'ha spolpato". Fa discutere invece il tweet di Davide Serra, finanziere di Algebris e sostenitore di Matteo Renzi, che scrive invece: "Proposta Electrolux razionale. Costo del lavoro per azienda e triplo (sic, ndr) dopo oneri sociali. Per salvare lavoro deve abbassare 40% degli stipendi".

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