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Electrolux: intesa raggiunta. No chiusure e licenziamenti

I sindacati Uil e Fiorm annunciato che è stato definito il testo dell'ipotesi di accordo in Electrolux, specificando che non ci saranno chiusure di stabilimenti o licemnziamenti, e nemmeno riduzione del salario. L'azienda potrà però utilizzare i contratti di solidarietà nelle fabbriche, la cassa integrazione straordinaria in alcune aree impiegatizie ed uscite incentivate volontarie o finalizzate alla pensione.

"E' stato definito, dopo un lungo confronto tra azienda e sindacato, avviato nel pomeriggio di ieri e concluso questa mattina, il testo dell'ipotesi di accordo in Electrolux, sulle misure concordate in tema di produttività e riduzione del costo dell'ora lavorata, con gli allegati relativi ai piani industriali dei singoli stabilimenti, alla nuova regolamentazione dei permessi sindacali e al piano di gestione delle eccedenze" spiegano Michela Spera, responsabile Fiom del settore elettrodomestico, e Stefano Zoli, coordinatore Fiom per Electrolux. Il confronto conclusivo tra le parti sociali e la Electroluz si terrà nel pomeriggio del 15 maggio a Palazzo Chigi. La Uilm precisa che i contenuti principali dell'intesa, che sarà sottoposta al voto dei lavoratori, sono i seguenti:
1) Nessuna chiusura! Un piano industriale per tutti i quattro stabilimenti italiani con 150 milioni euro d'investimento nel periodo 2014-2017.
2) Nessun licenziamento. Saranno utilizzati i contratti di solidarietà nelle fabbriche, la cassa integrazione straordinaria in alcune aree impiegatizie ed uscite incentivate volontarie o finalizzate alla pensione.
3) Integrale mantenimento del salario. Sono state respinte le richieste di Electrolux di eliminazione di voci salariali e di riduzione delle ore lavorate e retribuite.
4) Mantenimento dell'attuale regime delle pause per effetti stancanti e per necessità fisiologiche, con la riduzione della sola Pausa aggiuntiva di Porcia, che passa da 10 a 5 minuti in più rispetto alle altre fabbriche.
5) Per Porcia impegno dell'Azienda al riassorbimento di 150 esuberi, attraverso ricollocazione interna e/o intervento di un imprenditore intenzionato a insediarsi nelle aree dismesse del sito, nonché a valutare ulteriori investimenti nelle aree tecnologiche.
6) Impegno dell'azienda, laddove è previsto l'aumento dei pezzi ora, a non peggiorare gli indici di salute e sicurezza sul lavoro, a studiare la possibilità di realizzare nuove postazioni per i lavoratori cosiddetti RAL e ad avviare il 'Cantiere' per verificare la fattibilità degli interventi sulle linee.
7) Taglio del 60% dei permessi sindacali dal 1/1/2015, ma mantenimento delle ore di assemblea.
"Un accordo straordinario che premia l'impegno straordinario di istituzioni, lavoratori e azienda" afferma il ministro per lo Sviluppo, Federica Guidi.

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