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Electrolux, Uilm: in stabilimento Porcia non 316 ma 450 esuberi entro 2017

Il sindacalista della Uilm Gianluca Ficco precisa, al termine del tavolo con la Electrolux, che "gli esuberi dello stabilimento Electrolux di Porcia sono 450 da qui al 2017, e non 316". Electrolux quindi "dando cifre diverse vuole solo addolcire la pillola".

"Gli esuberi dello stabilimento Electrolux di Porcia sono 450 e non 316 come annunciato dall'azienda" precisa il coordinatore della segreteria della Uilm, Gianluca Ficco, parlando con i giornalisti a margine del tavolo azienda-sindacati. Il sindacalista della Uilm, infatti, sottolinea che "a legislazione vigente, ovvero con un contratto che prevede 40 ore di lavoro settimanale, gli esuberi previsti a regime da qui al 2017 sono 450: 432 tra gli operai e 18 tra gli impiegati". Electrolux quindi "dando cifre diverse vuole solo addolcire la pillola" evidenzia Ficco. Nel dettaglio, spiega il sindacalista della Uilm, "per lo stabilimento di Porcia (Pordenone), il nuovo piano prevede 450 esuberi su 1050 dipendenti, a causa di una riduzione progressiva dei volumi da 1,15 milioni di pezzi odierni a 750 mila nel 2017" mentre il "nuovo piano per Susegana, prevede l'allocazione nella fabbrica trevigiana di una parte della futura piattaforma di frigoriferi ad incasso 'Cairo 3' con 90.000 pezzi annui aggiuntivi". Gianluca Ficco rende noto quindi, come riporta l'agenzia di stampa Agi, che "per quanto concerne i requisiti di fattibilità del piano industriale, Electrolux innanzitutto non parla più di una riduzione strutturale delle ore lavorate e retribuite del 25%, ma dichiara che lo schema a 6 ore giornaliere è da intendersi esclusivamente come modalità di utilizzo degli ammortizzatori sociali e offre piena disponibilità a prorogare i contratti di solidarietà in essere" mentre la multinazionale conferma "l'esigenza di una riduzione di 3 euro del costo dell'ora lavorata, ma la multinazionale non parla più di tagliare voci salariali, bensì di provare ad agire su leve fiscali e contributive, quali quelle immaginate dal sindacato con la richiesta avanzata al Governo di rifinanziare i benefici contributivi in favore delle imprese che ricorrono ai contratti di solidarietà".

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