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Electrolux, Fiom: nuovo piano industriale primo importante risultato

Nonostante il nuovo piano industriale di Electrolux preveda l'esubero di 450 lavoratori su 1050 dipendenti dello stabilimento di Porcia entro il 2017 (al posto della sua chiusura), la Fiom lo considera "un primo importante risultato" ed invita il governo e le Regioni interessate a mettere in campo quelle azioni necessarie "per intervenire sulla riduzione del costo del lavoro".

"Per tutti gli stabilimenti, e quindi anche per lo stabilimento di Porcia, Electrolux ha presentato un piano industriale per il periodo 2014/2017 che sostanzia investimenti su prodotti e processo produttivo, volumi e livelli occupazionali in grado di rappresentare un futuro per gli stabilimenti italiani" spiegano in una nota Spera e Zoli, due sindacalisti della Fiom, che aggiungono: "Electrolux ha anche dichiarato che non ci saranno da parte della multinazionale azioni unilaterali sul salario e sugli orari di lavoro per garantire la sostenibilità e la competitività delle produzioni italiane e che la riduzione del costo dell'ora lavorata non intende conseguirla sul salario dei lavoratori ma chiedendo al Governo di mettere in campo gli interventi che agiscono sulle leve fiscali e contributive, a partire dalla decontribuzione dei contratti di solidarietà chiesti dal sindacato al Governo in queste settimane". La Fiom quindi sembra ritenersi soddisfatta dal risultato, sostenendo che l'incontro di ieri, dove si è deciso l'esubero di 450 lavoratori su 1050 dipendenti dello stabilimento di Porcia entro il 2017, rappresenta "un primo importante risultato delle lavoratrici e dei lavoratori di Electrolux, reso possibile dalla mobilitazione e dalle iniziative in corso in tutti gli stabilimenti", e questo perché "Electrolux non chiude stabilimenti, rinuncia a tagliare salario e diritti, dà la disponibilità a un percorso di confronto". I due sindacalisti ammettono comunque che "con l'azienda va ripreso il confronto perché quanto previsto, in termini di volumi, dal piano industriale di Porcia non rappresenta una risposta sufficiente a garantire i livelli occupazionali e la prospettiva industriale". Per la Fiom, comunque, questo è "un punto di partenza importante e utile per aprire una interlocuzione con il governo" a cui viene chiesto "di definire urgentemente le misure necessarie a salvaguardare produzioni e occupazione" perché "sono urgenti e necessari gli interventi e le azioni da parte del Governo e delle Regioni coinvolte per intervenire sulla riduzione del costo del lavoro".

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