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Putin: Egitto rischia guerra civile come in Siria. Partito al-Nour verso presa di potere?

Slitta, e forse salta, la nomina di Mohamed El Baradei a premier dopo la caduta di Mohamed Morsi a seguito del colpo di Stato portato avanti dal movimento di protesta noto come Tamarod e compiuto grazie all'esercito egiziano. Analisti internazionali temono intanto che la situazione potrebbe favorire l'ascensione di un partito islamico ben più radicale dei Fratelli Musulmani, quello del Partito al-Nour. Vladimir Putin intanto avvisa: "Egitto rischia guerra civile come in Siria".

In aprile Egypt Independent ha riferito che "una delegazione del Fondo Monetario Internazionale si è riunito con alcune figure dell'opposizione come Mohamed El Baradei e Hamdeen Sabbahi, nonché con i rappresentanti del partito salafita al-Nour". Mohamed El Baradei, ex segretario generale dell'Aiea e Nobel per la Pace, sembrava, almeno fino a poche ore fa, il personaggio designato a succedere a Mohamed Morsi del Freedom and Justice Party (FJP), partito dei Fratelli Musulmani, il primo presidente democraticamente eletto dell'Egitto e deposto il 3 luglio dopo il colpo di Stato portato avanti dal movimento di protesta noto come Tamarod e compiuto grazie all'esercito egiziano. Sembra però che il nome di El Baradei sia tornato in forse non solo a causa della ferma opposizione dei Fratelli Musulmani ma anche per quella dall'altro partito islamico, al-Nour, nonostante quest'ultimo aveva accettato di prendere parte al processo politico gestito dai militari che hanno deposto Mohamed Morsi.

Ma la caduta di Mohamed Morsi dalla presidenza egiziana potrebbe favorire l'ascensione di un partito islamico ben più radicale dei Fratelli Musulmani, come temono diversi analisti internazionali. Al-Nour, che ha come portavoce il giovane Nader Bakar, viene infatti considerato da alcuni come il partito dei "Talebani d'Egitto" e non solo "ultraconservatore" come spesso viene descritto dai media occidendali. Irfan al-Alawi, direttore esecutivo della Islamic Heritage Research Foundation, afferma infatti che il partito al-Nour "incarnerebbe il wahhabismo, l'ideologia che ha ispirato Osama Bin Laden". Una ideologia che non sembra preoccupare però l' FMI. Intanto, i Fratelli Musulmani denunciano il fatto che Mohamed El Baradei sarebbe un uomo degli USA , mentre la Casa Bianca smentisce di sostenere una delle parti in Egitto, scrivendo in un comunicato: "Gli Stati Uniti respingono categoricamente le false affermazioni diffuse da alcuni in Egitto, secondo cui stiamo lavorando con specifici partiti politici o movimenti per dettare come dovrebbe procedere la transizione dell'Egitto. Rimaniamo impegnati per il popolo egiziano e per le loro aspirazioni per la democrazia, le opportunità economiche e la dignità. Ma il cammino futuro del Paese può solo essere deciso dal popolo egiziano". L'ex premier britannico e inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente Tony Blair, sulle pagine del domenicale The Observer, spiega invece che "gli eventi che hanno portato l'esercito egiziano a destituire il presidente Mohamed Morsi hanno messo le forze armate di fronte a una semplice scelta: intervento o caos - aggiungendo - Ora l'esercito si trova di fronte al difficile e delicato compito di riportare il Paese in un percorso verso le elezioni e un rapido ritorno alla democrazia".

Intanto, l'Egitto rischia di cadere in una vera e propria guerra civile, come quella che da oltre due anni insanguina la Siria. A lanciare tale monito è il presidente russo Vladimir Putin, come riporta l'agenzia Ria-Novosti, commentanto l'escalation di violenza tra sostenitori e oppositori del deposto presidente egiziano Mohamed Morsi. "La Siria è già inghiottita in una guerra civile e, per quanto triste possa sembrare, l'Egitto si sta muovendo nella stessa direzione. Sarebbe bene che il popolo egiziano eviti questo destino" ha affermato Putin nel corso della sua visita di oggi in Kazakistan. Oltre ai 30 morti contati dopo la caduta di Morsi, e dopo la notizia che un gruppo di uomini armati ha falciato un sacerdote copto davanti alla sua chiesa nei pressi del capoluogo del Sinai del Nord, el Arish, su Youtube e su internet cominciano infatti ad essere pubblicati video ed immagini di violenze orribili che si stanno perpetrando in Egitto.

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