le notizie che fanno testo, dal 2010

Egitto, il Venerdì della Rabbia: stop ad internet e sms

In Egitto è scoppiato il "Venerdì della Rabbia" e in tutto il Paese si manifesta per la fine del regime di Hosni Mubarak. Il governo egiziano impone il coprifuoco, mette in campo l'esercito, blocca internet e SMS e cerca di togliere la voce alla stampa.

Il popolo egiziano vuole la fine del regime di Hosni Mubarak e scende in piazza per rivendicare i propri diritti. Oggi la rabbia popolare è esplosa, come era stata annunciata, subito dopo le tradizionali preghiere del riposo settimanale islamico. Non solo al Cairo ma anche ad Alessandria e in tante altre parti dell'Egitto regna ormai il caos e il regime di Mubarak fa scendere in campo, a fianco della polizia, anche l'esercito. Tantissimi gli sconti, stando alle agenzie ci sarebbero almeno 400 arresti e il numero dei morti rimane ancora purtroppo imprecisato. La sede del Partito Nazionale democratico di Mubarak è stata data alle fiamme e si attende il discorso del presidente egiziano. Il governo però non si è limitato a far sfilare l'esercito e ad imporre il coprifuoco per cercare di disperdere, anche con la forza, i manifestanti. Da quanto si apprende, il governo di Mubarak ha bloccato la principale arma con cui si coordinano gli attivisti che stanno lottando in piazza, cioè internet. Sembra infatti che da questa notte internet sia inaccessibile in tutto l'Egitto e pare (come riporta anche il Corriere della Sera - http://tinyurl.com/5vtzsej) che anche inviare SMS sia impossibile. A confermare quest'ultima notizia al Corriere della Sera la stessa Vodafone che spiega che il "governo egiziano ha chiesto all'azienda di sospendere la copertura in alcune aree del Paese". Vodafone pare che eseguirà tale richiesta.
Da una parte, quindi, il governo di Mubarak cerca di togliere la voce ai blog e agli attivisti che cercano spazi su internet, dall'altra si cerca di "intimidire" la stampa. Stando alle agenzie sembra che siano almeno 10 i giornalisti già arrestati, senza contare l'elevato numero di aggressioni di reporter, tra cui quelli della BBC, al-Arabiya e al Jazeera. Sembra addirittura che il canale delle news di Al Jazeera, Mubasher, sia stato "completamente oscurato in Egitto", come riporterebbe la stessa emeittente araba su Twitter.
"Gli eventi in corso in Egitto sono di profonda preoccupazione - rende noto in un messaggio su Twitter il portavoce del Dipartimento di Stato USA - I diritti fondamentali devono essere rispettati, le violenze evitate e le comunicazioni aperte permesse".
Prima in Tunisia, ora in Egitto ma molti altri Paesi del Nord Africa si stanno organizzando per manifestare opposizione ai rispettivi governi. Nello Yemen e in Gabon già migliaia di cittadini stanno chiedendo le dimissioni dei rispettivi presidenti e la tensione sembra che stia continuando a salire anche in Algeria e in Etiopia, tanto che si guarda anche con preoccupazione alla Siria, dove pare che Facebook sia stato già oscurato.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: