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Egitto al bivio. Sabahi accusa: ci sono stati brogli elettorali

L'Egitto è chiamato a scegliere il suo nuovo presidente: al ballottaggio l'ex premier del regime Mubarak e il candidato dei Fratelli Musulmani. Ma Hamdeen Sabahi, candidato della sinistra, sostiene che ci sono stati broglie lettorali.

A metà giugno l'Egitto è chiamato nuovamente alle urne per decretare definitivamente il suo nuovo presidente, quello dell'era post Mubarak.
In realtà, a salire al potere potrebbe essere proprio un esponente del vecchio regime, visto che andranno in ballottaggio il candidato dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi (con il 26% dei voti) e l'ex primo ministro Ahmed Shafik (con il 23% dei voti).
Al terzo e quarto posto, rispettivamente, il candidato di sinistra Hamdeen Sabahi e il liberale islamico Abdel Moneim Aboul Fotouh.
In realtà, Hamdeen Sabahi sta portando avanti proprio in questi giorni una battaglia per chiedere il riconteggio di tutte le schede, visto che sostiene che vi sarebbero state delle violazioni elettorali, con schede distrutte e intimidazioni in diversi seggi il giorno delle elezioni.
La nuova campagna elettorale di Ahmed Shafik, comunque, è già iniziata, e a più riprese promette che se sarà eletto si impegnerà affinché l'Egitto non torni indietro, attraverso una ri-creazione del vecchio regime.
"L'Egitto è cambiato - afferma Ahmed Shafik nel corso di una conferenza stampa - Abbiamo avuto una gloriosa rivoluzione. Rendo omaggio a questa gloriosa rivoluzione, e mi impegno ad essere fedele alla sua richiesta di giustizia e libertà".
Shafik, inoltre, punta ad avere il consenso anche di quei liberali disorientati, della sinistra e di tutte le forze politiche laiche, affermando che se invece diverrà presidente il candidato dei Fratelli Musulmani, presto in Egitto vi sarà un ampliamento della legge della sharia in tutta la politica.
Dall'altra parte, il Partito Libertà e Giustizia, da sempre in stretti legami con i Fratelli Musulmani, sostiene che l'obiettivo di Ahmed Shafik è quello di riportare al potere, nonostante le tante promesse fatte al popolo egiziano, il regime di Mubarak.

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