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Egitto: ad aprile elezioni. Generale Sisi sarà nuovo Presidente?

Il governo ad interim dell'Egitto ha annunciato che ad aprile si terranno le elezioni presidenziali, prima ancora di quelle legislative. Abdel Fattah al-Sisi, comandante in capo delle Forze armate egiziane che hanno deposto il presidente eletto Mohamed Morsi il 3 luglio 2013, si candiderà come nuovo presidente, e probabilmente sarà eletto.

Il governo ad interim dell'Egitto, dopo gli attentati e le violenze di questi giorni che hanno causato circa 90 morti e centinaia di feriti, ha annunciato che le elezioni presidenziali saranno anticipate, e che si svolgeranno prima di quelle legislative. Come riporta l'agenzia di stampa Misna, il presidente ad interim Adly Mansour ha spiegato, in un discorso trasmesso in diretta televisiva, che "la decisione è stata presa dopo colloqui con diversi partiti e esponenti delle varie compagini sociali". Arriva quindi l'ufficializzazione della candidatura del generale Abdel Fattah al-Sisi, comandante in capo delle Forze armate egiziane dal 12 agosto 2012, le stesse che hanno deposto il presidente eletto Mohamed Morsi insediando provvisoriamente al suo posto Adli Mansur e arrestato diversi esponenti della Fratellanza Musulmana. Il generale Sisi ha "accolto con soddisfazione" la richiesta del Consiglio Supremo delle Forze Armate di candidarsi alle presidenziali, che si terranno a fine aprile. Fu Abdel Fattah al-Sisi ha dichiarare il 3 luglio 2013 la sospensione della Costituzione egiziana. Il Generale Sisi è visto già come il futuro presidente dell'Egitto, anche perché alle prossime elezioni i Fratelli Musulmani non potranno partecipare perché dichiarati fuorilegge mentre finora i partiti laici e liberali non sembrano avere (o voler ricercare) un esponente in grado di confrontarsi con il neo maresciallo di campo. Come riporta Misna, "dal 3 luglio scorso oltre 1.400 manifestanti che appoggiavano il presidente deposto Morsi sono stati uccisi dalle forze dell'ordine o dai sostenitori delle nuove autorità". Gli scontri in Egitto, ed in particolare al Cairo, tra chi appoggia le nuove autorità insediatesi dopo il golpe militare e i sostenitori di Morsi sono proseguiti anche nella notte di ieri.

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