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Egitto, Mubarak: "Basta con la diffamazione". Convocato in procura

Hosni Mubarak è tornato a parlare con i media grazie ad un audiomessaggio diffuso dall'emittente Al Arabiya. E' stanco della diffamazione contro la sua famiglia, ed ha "sofferto molto" per le dimissioni. Intanto la procura generale convoca lui ed i suoi figli. Si presenterà?

A volte ritornano. E' il caso di Hosni Mubarak, ex presidente egiziano dimessosi l'11 Febbraio 2011 per la rivolta popolare, che le ultime notizie del "dopo rivoluzione" davano in stato comatoso nella sua faraonica dimora di Sharm El Sheik. Addirittura qualcuno lo dava per morto, altri ormai incapace di intendere e di volere dopo l'ultimo drammatico discorso alla tv di Stato egiziana, prima che l'esercito (che all'epoca era "buono" e solidale con la rivoluzione) prendesse il potere. Ma l'ex presidente egiziano è in buona salute (come d'altronde sosteneva l'emittente americana ABC) e vive e lotta ancora per mantenere il suo buon nome dicendo basta alla "campagna ingiusta" che lo vede protagonista. La "campagna ingiusta" è soprattutto imperniata sull'accusa che Hosni Mubarak abbia nascosto ingenti somme di danaro all'estero. In un audiomessaggio trasmesso dall'emittente Al Arabiya l'ex presidente egiziano dice di aver "sofferto molto" e che lui e la moglie non hanno nessun tipo di fondi esteri. L'ex rais afferma nell'audiomessaggio di aver servito la patria sempre con onestà e di non poter rimanere in silenzio "davanti alla campagna diffamatoria contro la reputazione mia e della mia famiglia". Intanto pare che la procura generale egiziana abbia preso la palla al balzo per convocare Mubarak e i suoi due figli per rispondere per le violenze contro la piazza e per abuso di potere, nonché per la gestione opaca di fondi pubblici.

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