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Egitto: Morsi dei Fratelli Musulmani è il dopo Mubarak

Il primo presidente egiziano dopo Hosni Mubarak, attualmente in fin di vita, è Mohamed Morsi, il candidato dei Fratelli Musulmani. Promette di costruire un Egitto "non teocratico", che faccia riferimento alla sharia.

Il primo presidente egiziano del dopo Mubarak è Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, che ha battuto nel ballottaggio del 17 giugno l'ex premier Ahmed Shafiq. Scene di gioia a piazza Tahrir, luogo simbolo della rivoluzione egiziana, dove erano radunati migliaia di sostenitori dei Fratelli Musulmani.
Mohamed Morsi, 61 anni, è un ingegnere con master ottenuto anche negli Stati Uniti, promette che l'obiettivo del suo governo sarà quello di costruire un Egitto "non teocratico", che faccia riferimento alla sharia, la legge coranica, pur nel rispetto delle altre religioni.
Dopo l'ufficialità della vittoria, il capo del consiglio militare egiziano Hussen Tantawi ha telefonato a Mohamed Morsi per congratularsi, mentre il portavoce del nuovo presidente ha affermato che da questo momento "l'Egitto inizierà una nuova fase della sua storia" perché si è arrivati a questa elezione "grazie al sangue versato dai martiri della rivoluzione".
Molte le speranze che gli egiziani ripongono quindi in Mohamed Morsi, anche se c'è già qualcuno che ricorda che il neo presidente fosse stato nominato dai Fratelli Musulmani come loro delegato per instaurare contatti con i giovani rivoluzionari.
E proprio alcuni tra questi spiegano come Morsi sembrava "fosse venuto per lavarci il cervello e giustificare gli errori fatti dai Fratelli durante la rivoluzione, come quello di non scendere in strada il 25 gennaio o quello di concordare su negoziati con Omar Suleiman, il capo dei servizi segreti nominato vicepresidente all'epoca da Mubarak", dice Ahmed Abdel Gawad, 35 anni.
I giovani, continua Gawad, chiesero quindi "la rimozione di Morsi" ma questi reagì "con una campagna negativa contro i rivoluzionari".
Nonostante questo, Mohamed Morsi ha vinto le elezioni anche perché è stato presentato, nel corso della campagna elettorale, come "un simbolo della rivoluzione".
E mentre il leader dei Fratelli Musulmani sembra aver promesso sostegno ai palestinesi "nella loro lotta legittima", arrivano i primi commenti da Israele, che "rispetta" il risultato elettorale ma spera nella prosecuzione della "cooperazione, nell'interesse di entrambi i popoli e per contribuire alla stabilità regionale".
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha quindi ricordato gli "accordi bilaterali di pace" siglati con Mubarak.
Il presidente Morsi ha ricevuto poi una telefonata anche da Barack Obama, che si è congratulato per la vittoria ed ha sottolineato "il suo interesse a collaborare con il nuovo presidente eletto, sulla base del rispetto reciproco" per sviluppare "i molti interessi in comune tra l'Egitto e gli Stati Uniti".
Ma Obama ha anche chiamato Ahmed Shafiq, per incoraggiarlo "a continuare a svolgere un ruolo nella politica egiziana sostenendo il processo democratico e lavorando per rafforzare l'unità nazionale".

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