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Cairo: in sangue manifestazione copti. "Rivoluzione popolo continui"

Al Cairo una manifestazione dei cristiani copti è finita nel sangue, con almeno 23 vittime e quasi duecento feriti. Alla base la discriminazione verso la minoranza religiosa, che però è il 10 per cento della popolazione egiziana.

La Primavera Araba egiziana rischia miseramente di fallire se nel Paese non si riuscirà a trovare una intesa e una unità anche con le minoranze religiose. Dopo la caduta dell'ex rais Hosni Mubarak, infatti, sono continuate le repressioni e le violenze verso la comunità dei cristiani copti. Questa volta all'origine degli scontri una manifestazione promossa al Cairo dai copti, per protestare contro l'incendio di una chiesa nella provincia di Assuan, avvenuto dopo che il governatore della regione aveva affermato che l'edificio sacro era stato costruito senza autorizzazione. In Egitto, infatti, vigerebbe ancora la legge risalente all'impero ottomano, anche se il governo del Cairo pare abbia annunciato di volerla abolire, e revocare ogni restrizione inerente le costruzioni delle chiese. Ma i copti protestano anche contro il capo del Consiglio supremo della Difesa, accusato di non difendere a sufficienza i diritti dei cristiani egiziani da parte della maggioranza musulmana. Non è la prima volta che in Egitto vengono infatti bruciate delle chiese, anche con gravi conseguenze in termini di vite umane, tanto che padre Luciano Verdoscia, missionario comboniano, aveva già spiegato, parlando all'agenzia Fides (http://is.gd/sVmOCD): "Spero che la rivoluzione di popolo vada avanti per affrontare questi problemi, altrimenti, non si può escludere il fatto che il Paese scivoli verso la guerra civile, o comunque lo scontro violento tra fazioni". Uno scontro che infine sembra essere scoppiato. La manifestazione dei copti, infatti, ad un certo punto è divenuta una vera guerriglia, anche se non sono ancora chiare le cause che l'hanno scaturita. C'è chi parla di un gruppo di manifestanti che avrebbe cominciato a scagliare pietre contro i militari schierati in assetto antisommossa davanti alla televisione di Stato, mentre molte altre fonti, anche oculari, sosterrebbero che i copti sarebbero stati attaccati con bottiglie molotov e lanci di pietre, pare da gruppi "controrivoluzionari". Da quel momento, sarebbe iniziato lo scontro, anche da parte dell'esercito, che sta esercitando il potere dalla caduta di Mubarak. Finora sembra che il bilancio sia di 23 morti e oltre 170 feriti. Una enorme folla, pare di oltre tremila persone, si è però riversata in piazza Tahrir, luogo simbolo della Primavera araba dell'Egitto, per dire basta alle violenze, al grido di "Musulmani e copti, una sola mano".

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