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Salmonella: casi in UE più 3% dal 2014 nell'uomo e nei polli, avverte Efsa

L'Efsa avverte che la tendenza alla diminuzione dei casi di salmonellosi nell'UE si è arrestata.

"La tendenza alla diminuzione dei casi di salmonellosi nell'UE si è arrestata, secondo il rapporto annuale sulle zoonosi pubblicato oggi. I casi di Salmonella Enteritidis rilevati nell'UE sono aumentati nell'uomo del 3% dal 2014. Nelle ovaiole l'insorgenza è cresciuta dallo 0,7% all'1,21% nello stesso periodo" avverte in una nota l'Efsa, riferendo i dati del rapporto compilato assieme al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

"L'aumento evidenziato dai nostri dati di sorveglianza è preoccupante e ci ricorda che dobbiamo restare vigili. - ha dichiarato Mike Catchpole, direttore scientifico dell'ECDC - Anche in condizioni di estrema allerta e con programmi di controllo nazionali per S. Enteritidis in atto vi è la necessità di perseguire le misure di gestione del rischio sia come Stati membri sia a livello di UE".

Marta Hugas, responsabile scientifico capo all'EFSA, precisa quindio: "La diminuzione di salmonella ha rappresentato una storia di successo nel sistema di sicurezza alimentare dell'UE negli ultimi 10 anni. I recenti focolai di S. Enteritidis indicano un'inversione di tendenza nell'uomo e nel pollame. Ulteriori indagini da parte delle autorità competenti in campo di salute pubblica e sicurezza alimentare saranno fondamentali per comprendere le ragioni dietro questo aumento".

L'Efsa specifica che "nel 2016 sono stati segnalati nell'uomo 94 530 casi di S. Enteritidis, il più diffuso tipo di salmonella, che ha rappresentato il 59% di tutti i casi di salmonellosi verificatisi nell'UE ed è per lo più associata al consumo di uova, prodotti a base di uova e carne di pollame. Campylobacter e Listeria Campylobacter, l'agente patogeno di origine alimentare più segnalato negli esseri umani, è stato rilevato in 246 307 persone, con un incremento del 6,1% rispetto al 2015. Nonostante l'elevato numero di casi, i decessi sono stati bassi (0,03%). I livelli di Campylobacter nella carne di pollo sono elevati. Le infezioni da Listeria, generalmente più gravi, hanno portato al ricovero nel 97% dei casi segnalati. Nel 2016 la listeriosi ha continuato a salire, con 2 536 casi (un incremento del 9,3%) e 247 decessi segnalati. La maggior parte dei decessi si verifica in persone di età superiore a 64 anni (il tasso di mortalità è del 18,9%). Le persone di età superiore a 84 anni sono particolarmente a rischio (tasso di mortalità del 26,1%). Di rado Listeria ha superato i limiti legali di sicurezza nei cibi pronti. In aumento i focolai di Salmonella da alimenti I 4 786 focolai di malattie veicolate da alimenti riferiti nel 2016 rappresentano un lieve aumento rispetto al 2015 (4 362 focolai), ma questa cifra è analoga al numero medio di focolai nell'UE nel periodo 2010-2016. I focolai dovuti a Salmonella sono in aumento, con S. Enteritidis che causa un sesto dei focolai di malattie da alimenti nel 2016".

"I batteri di Salmonella sono stati la causa più comune di focolai da alimenti (22,3%), con un incremento dell'11,5% rispetto al 2015. Hanno causato il più alto onere in termini di numero di ricoveri ospedalieri (1 766; 45,6% di tutti i casi ospedalizzati) e di decessi (10; 50% di tutti i decessi tra i casi di epidemia)" si sottolinea infine.

© riproduzione riservata | online: | update: 12/12/2017

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