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WikiLeaks aiuta Snowden a volare verso un Paese democratico. Non gli USA

WikiLeaks aiuta Edward Snowden a volare verso un "Paese democratico", tra cui naturalmente non rientrano gli Stati Uniti che anzi avevano già chiesto ad Hong Kong di emettere un mandato di arresto provvisorio nei confronti della talpa che ha svelato i piani di sorveglianza PRISM e Tempora della NSA e del GCHQ.

Edward Snowden, la talpa che ha scoperchiato il vaso di Pandora gelosamente custodito in questi anni dai governi USA e del Regno Unito, lascia Hong Kong. L'aver deciso di informare il grande pubblico su come la NSA (National Security Agency) e il GCHQ (Government Communications Headquarters) spiano ed archiviano le comunicazioni telefoniche ed internet di tutto il mondo attraverso i programmi PRISM e Tempora ha svelato "il lato oscuro" di Barack Obama, e il suo governo ha quindi chiesto a quello di Hong Kong, ex colonia britannica ed oggi regione amministrativa speciale della Cina, di emettere un mandato di cattura provvisorio nei confronti di Edward Snowden. Ma come aveva già spiegato in una intervista al The Guardian, Edward Snowden ha scelto di rifugiarsi (almeno temporaneamente) ad Hong Kong non solo perché in questa città "la libertà di espressione ed il dissenso politico" sono ancora dei diritti ben radicati ma anche perché è uno dei pochi luoghi al mondo che riesce ancora a resistere ai dettami del governo degli Stati Uniti. Ed infatti, appena gli Stati Uniti hanno chiesto l'arresto di Edward Snowden, il governo di Hong Kong ha replicato alla super potenza mondiale: "Dal momento che i documenti forniti dal governo degli Stati Uniti non sono pienamente conformi ai requisiti di legge vigenti ad Hong Kong, il governo di HKSAR ha chiesto al governo degli USA di fornire informazioni aggiuntive, in maniera tale che il Dipartimento di Giustizia avrebbe potuto considerare se la richiesta del governo degli Stati Uniti è in grado di soddisfare le pertinenti condizioni di legge".

Hong Kong spiega quindi che in assenza della corretta documentazione, il governo non può eleborare la richiesta per il mandato di arresto provvisorio e quindi "non sussiste alcuna base giuridica per impedire a sig. Snowden di lasciare Hong Kong". Cosa che Edward Snowden ha fatto oggi 23 giugno "di sua spontanea volontà", diretto verso "un paese terzo attraverso un canale lecito e normale" come comunica Hong Kong, che al contempo sottolinea che "il governo ha formalmente scritto al governo degli Stati Uniti chiedendo chiarimenti sui report inerenti l'hacking dei sistemi informatici di Hong Kong da parte delle agenzie governative statunitensi. - chiarendo - Il governo HKSAR continuerà a vigiliare sul caso in modo da proteggere i diritti legali del popolo di Hong Kong".

Secondo il South China Morning Post, Edward Snowden si sarebbe imbarcato su un volo Aeroflot diretto a Mosca, anche se non dovrebbe essere la Russia la destinazione finale dell'ex agente della CIA. Il South China Morning Post ipotizza invece che Edward Snowden abbia in mente, come destinazione finale, l'Islanda o più probabilmente l'Ecuador, Paese che ha concesso asilo politico a Julian Assange e che il fondatore di WikiLeaks vorrebbe raggiungere al più presto, visto che ormai da un anno è chiuso nella sua ambasciata a Londra, sorvegliata notte e giorno dalla polizia britannica.

E proprio WikiLeaks, attraverso Twitter, comunica che ha "aiutato Edward Snowden ad ottenere asilo politico in un Paese democratico, documenti e una uscita sicura da Hong Kong". In un secondo cinguettio, il sito fondato da Julian Assange rivela: "Edward Snowden è attualmente con più consulenti legali dello spazio aereo russo. Accompagnato da WikiLeaks". L'ala protettrice di WikiLeaks sta quindi guidando il viaggio di Edward Snowden verso lidi più sicuri. Il South China Morning Post ha sostenuto che l'aereo con Snowden a bordo, volo SU213, è decollato dall'aeroporto di Hong Kon alle 10:55 di questa mattina (ora locale) mentre è previsto l'arrivo a Sheremetyevo, l'aeroporto internazionale di Mosca, alle 17:15 (ora locale). L'ambasciata russa a Pechino non avrebbe né confermato né smentito che Snowden è effettivamente su un volo diretto a Mosca, e anche il consolato russo a Hong Kong ha rifiutato di commentare la notizia. Dmitry Peskov, il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, ha spiegato: "Io non (so se ha intenzione di rimanere a Mosca), ho sentito parlare del potenziale (arrivo di Snowden) da parte della stampa e quindi non so nulla".

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