le notizie che fanno testo, dal 2010

Edward Snowden chiede asilo politico in Ecuador. Schiaffo agli USA

Edward Snowden ha chiesto asilo politico in Ecuador, il Pese democratico che ha concesso riparo anche a Julian Assange di WikiLeaks. E mentre gli Stati Uniti si infuriano con Hong Kong e la Russia perché non hanno fermato l'ex agente CIA che ha rivelato i piani PRISM e Tempora, si infittisce il mistero sull'effettivo viaggio intrapreso da Edward Snowden, che non sembra essere volato per Cuba e forse non ha mai neanche toccato il suolo di Mosca.

Gli Stati Uniti non possono pensare (ma sembra che continuino imperterriti a farlo) che, dopo la rivelazione che la loro NSA spia ed archivia le comunicazioni di tutto il mondo, gli altri Paesi avrebbero accolto tale notizia senza batter ciglio. In realtà, almeno ufficialmente, non sembra che le relazioni diplomatiche tra le varie nazioni si siano incrinate, anche se la "fuga" di Edward Snowden dimostra che qualche Paese ha perlomeno intenzione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, facendo fare alla super potenza mondiale americana una ben magra figura. Da Hong Kong, Edward Snowden è arrivato ieri pomeriggio a Mosca, in compagnia del team legale di WikiLeaks che ha preso in simpatia l'informatore che ha svelato PRISM e Tempora, i programmi segreti di Stati Uniti e Gran Bretagna di sorveglianza globale da parte delle rispettive agenzie di intelligence NSA (National Security Agency) e GCHQ (Government Communications Headquarters) .

L'aereo è atterrato regolarmente a Sheremetyevo, l'aeroporto internazionale di Mosca, ma di Edward Snowden nessuna traccia, nonostante al terminal l'attendessero giornalisti e chissà quanti agenti "in incognito". C'è chi ipotizza che Edward Snowden abbia trascorso la notte dentro l'aeroporto, senza superare la zona controlli e quindi tecnicamente senza aver mai varcato il confine russo. Indiscrezioni vorrebbero che Edward Snowden sia oggi ripartito da Sheremetyevo diretto a Cuba, ultima tappa prima di arrivare in Ecuador, anche se per il momento non c'è nessuna prova che l'ex agente della CIA sia atterrato veramente a Mosca. Quello che qualcuno comincia già a sospettare è che questo rocambolesco viaggio sia stato solo una furba copertura per sviare le indagini USA che intanto se la sono presa arrogantemente con il governo di Mosca.

Mentre Dmitry Peskov, il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, continua a ripetere di "non sapere nulla" dei piani di Snowden, Mike Rogers, direttore del comitato ristretto permanente di intelligence della Casa Bianca, rimprovera la Russia dimenticando che gli USA in questo momento non sono nella condizione di impartire lezioni di morale a nessuno, ed afferma: "Gli alleati dovrebbero trattare gli altri in maniera decente, e Putin sembra invece sempre desideroso di infilare un dito nell'occhio degli Stati Uniti, sia quando si tratta della Siria e dell'Iran sia ora, con Snowden. Non è così che gli alleati devono trattare gli altri e credo che avrà gravi conseguenze nei rapporti tra USA e Russia". Gli Stati Uniti, inoltre, sono "delusi con le autorità di Hong Kong per il fatto che non hanno arrestato Snowden, nonostante i ripetuti contatti ad alto livello sulla questione", ha affermato invece ieri un ufficiale del Dipartimento di giustizia americano, dimenticando che solo un paio di giorni fa Edward Snowden attraverso The Guardian ha reso di dominio pubblico che la NSA spiava massicciamente gli SMS della popolazione cinese.

L'agenzia di stampa ufficiale della Cina, Xinhua, alla diffusione della notizia sottolineava come "Washington era ormai in una situazione davvero imbarazzante", aggiungendo: "Gli Stati Uniti, che per lungo tempo hanno cercato di fare la vittima innocente di attacchi informatici, si sono invece rivelati essere il più grande cattivo della nostra epoca". Sia la Russia che Hong Kong, inoltre, fanno notare che contro Edward Snowden non pende nessun mandato di cattura internazionale e quindi, tecnicamente, l'ex agente CIA non sta fuggendo ma semplicemente viaggiando verso un "Paese democratico", che a questo punto sembra essere stato individuato nell'Ecuador, lo stesso che ha dato asilo politico a Julian Assange di WikiLeaks. Il ministro degli Esteri dell'Ecuador, Ricardo Patiño, ha infatti confermato che il suo governo ha ricevuto e sta esaminando la richiesta di asilo politico inoltrata da Edward Snowden.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: