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Caso Morales: convocato UNASUR. USA impedisce a Snowden di chiedere asilo politico

Scoppia il caso Morales. Il Presidente della Bolivia Evo Morales è rimasto bloccato per oltre 10 ore a Vienna perché Francia e Portogallo hanno revocato al suo aereo l'autorizzazione a sorvolare i loro spazi aerei e fare scalo nei loro aeroporti, forse dietro pressione degli Stati Uniti. Blocco avvenuto perché era stato ipotizzato, erroneamente, che a bordo c'era Edward Snowden, a cui gli USA hanno revocato il passaporto, impedendogli di fatto di esercitare un suo diritto, quello di chiedere asilo politico.

Edward Snowden è così pericoloso per gli Stati Uniti da rischiare un gravissimo incidente diplomatico, dopo averne già scampati altri nonostante l'ex agente della CIA abbia rivelato i massicci programmi di sorveglianza stelle e strisce (Prism) ai danni dell'Europa e del resto del mondo? O per gli USA la Bolivia è un Paese da non rispettare, tanto che Francia e Portogallo hanno negato all'aereo del presidente Evo Morales di sorvolare il loro spazio aereo e fare scalo nei loro aeroporti? "Il signor Snowden non ha mai avuto alcun contatto con le nostre autorità e ancora meno poteva essere a bordo" dell'aereo del presidente Evo Morales che ritornava in Boliva dopo aver partecipato ad un forum sul gas a Mosca, chiarisce infatti il ministro della Difesa boliviano, Ruben Saavedra. Per timore che Evo Morales avesse caricato a bordo Edward Snowden, infatti, Francia e Portogallo all'ultimo minuto hanno "violato la Convenzione di Vienna", città che in extremis ha invece accolto l'aereo del presidente della Bolivia, prima che finisse il carburante. "E' stata una bugia degli Stati Uniti utilizzata poi da alcuni governi europei, in questo caso Francia e Portogallo" afferma risoluto Ruben Saavedra, mentre l'ambasciatore della Bolivia in Italia, Antolin Ayaviri Gomez, in una conferenza stampa all'ambasciata di Roma, chiarisce che "l'atteggiamento" di Francia e Portogallo "costituisce una violazione delle vigenti convenzioni internazionali attentando contro la vita e la sicurezza di un capo di Stato, costringendo a un atterraggio di emergenza". La Bolivia, quindi, "denuncia davanti alla comunità internazionale un atteggiamento non amichevole e di palese aggressione nel comunicare la non autorizzazione per l'aereo presidenziale di sorvolare gli spazi aerei" di Francia e Portogallo.

Dopo essere rimasto bloccato a Vienna per oltre 10 ore, Evo Morales è quindi riuscito a ripartire verso la sua Bolivia, a cui si stringono i vertici degli altri Stati del Sud America. Su Twitter il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, scrive: "Hanno violato tutte le immunità internazionali che proteggono i capi di uno Stato a causa dell'ossessione imperiale. - aggiungendo - Questa è una aggressione pericolosa, sproporzionata e inaccettabile". Anche Rafael Correa su Twitter afferma: "Quello che è successo è estremamente grave. - annunciando - Con Ollanta Humala, Presidente Pro tempore dell' UNASUR (Unión de Naciones Suramericanas, ndr), stiamo cercando di convocare una riunione dei presidenti, per reagire ad un affronto perpetrato contro tutta la nostra intera America. E' stato come calpestare il diritto internazionale!". Correa quindi insiste: "Sono ore decisive queste per l'UNASUR: o retrocediamo a colonie oppure rivendichiamo la nostra indipendenza, la sovranità e la dignità". Infine, Rafael Correa cita Eloy Alfaro Delgado, Presidente dell'Ecuador nei periodi 1895-1901 e 1906-1911, quando disse: "Se invece di affrontare il pericolo, avessi commesso la viltà di passare dalla parte del nemico, oggi avremmo la pace, la pace del colonialismo". Anche Cristina de Kirchner, la presidente dell'Argentina, conferma la convocazione dell'UNASUR, preannunciando che quella di domani sarà "una giornata lunga e difficile", informando che Pepe Mujica, presidente dell'Uruguay, è ugualmente "indignato" per quanto accaduto ad Evo Morales.

Intanto, il governo di La Paz chiarisce che, rispetto alla domanda di asilo politico che Edward Snowden ha inoltrato a 21 Paesi, questa verrà "esaminata nell'ambito del diritto internazionale". Domanda che l'ex agente della CIA, presumibilmente ancora bloccato nello scalo dell'aeroporto di Mosca dopo essere volato via da Hong Kong, ha inviato anche all'Italia, e su cui domani riferirà Emma Bonino davanti alla Commissione esteri congiunta di Camera e Senato. Asilo politico che Edward Snowden ha chiesto perché la sua "libertà e sicurezza" sono minacciate poiché ha deciso di "rivelare la verità". Già il 1 luglio l'ex agente della CIA ricordava come Barack Obama (che ricordiamo è anche un Premio Nobel della Pace) aveva "dichiarato che non avrebbe permesso alcun 'intrallazzo' diplomatico sul suo caso" promettendo che avrebbe fatto "pressione sui leader delle nazioni" a cui Edward Snowden ha chiesto protezione, affinché gli fosse negato l'asilo politico. "L'amministrazione Obama ha adottato la strategia di usare la cittadinanza come arma. - aggiunge Snowden in una nota apparsa sul sito di WikiLeaks - Anche se io non sono colpevole di nulla, ha unilateralmente revocato il passaporto, lasciandomi un apolide. Senza alcun ordine del tribunale, l'amministrazione ora cerca di impedirmi l'esercizio di un diritto fondamentale. Un tale diritto è di tutti. Il diritto di chiedere asilo".

In base all'articolo 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, infatti, "ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni", stabilendo che "questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite". Revocando ad Edward Snowden il passaporto, infatti, l'uomo non può di fatto uscire dall'aerea di transito dell'aeroporto di Mosca per raggiungere il Paese (o l'ambasciata) a cui vuole chiedere asilo politico. Quasi tutti gli Stati, finora, hanno infatti respinto la richiesta di asilo adducendo come scusa il fatto che la procedura adottata da Snowden non è corretta. Ma Edward Snowden, viceversa, è impossibilitato a spostarsi liberamente. Qual è quindi l'obiettivo degli Stati Uniti, tenere imprigionati tutti gli informatori?

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