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Amnesty e HRW: Edward Snowden ha diritto ad asilo politico. La parola a Mosca

Edward Snowden convoca nell'aeroporto internazionale di Mosca, dove è bloccato dal 23 giugno, alcuni rappresentanti per i diritti umani, denunciando la "campagna illegale" condotta dagli Stati Uniti nei suoi confronti, che di fatto gli impedisce di esercitare il suo inviolabile diritto a chiedere asilo politico. Richiesta che sarà inoltrata ora a Mosca.

Edward Snowden è bloccato dallo scorso 23 giugno all'interno dell'area di transito dell'aeroporto internazionale di Mosca, dopo aver lasciato Hong Kong. Snowden ha chiesto asilo politico a molti Paesi, tra cui l'Italia, ma finora solo il Venezuela ha accettato di accogliere l'informatore che ha rivelato al mondo interno (tra una disarmante indifferenza generale) i piani di sorveglianza degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, e cioè i programmi Prism della NSA (National Security Agency) e Tempora del GCHQ (Government Communications Headquarters). Purtroppo, Edward Snowden non può volare verso il Venezuela, perché gli Stati Uniti gli hanno ritirato il suo passaporto. In altre parole, Snowden è impossibilitato a lasciare, in tutta sicurezza, l'aeroporto di Sheremetyevo perché, appena fuori dall'area di transito, il governo USA, magari aiutato dagli alleati europei come successo con il volo del presidente della Bolivia Evo Morales, potrebbe bloccare l'aereo con a bordo l'informatore. Una situazione che ricorda quella di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, costretto all'interno dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra nonostante il Paese guidato da Rafael Correa gli abbia concesso asilo politico da quasi un anno.

Ecco perché ieri Edward Snowden ha invitato all'aeroporto di Sheremetyevo a Mosca alcuni gruppi per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch (HRW) e Amnesty International, a cui ha denunciato la "campagna illegale" condotta dagli Stati Uniti nei suoi confronti, atta a negargli il suo diritto di "asilo politico". "Questa pericolosa escalation rappresenta una minaccia non solo per la dignità dell'America Latina o per la mia sicurezza personale, ma per il diritto fondamentale condiviso da ogni persona di poter vivere liberi da ogni persecuzione" ha quindi aggiunto Edward Snowden, parlando con Tanya Lokshina di Human Rights Watch, Sergej Nikitin, direttore dell'ufficio di Amnesty International di Mosca, l'avvocato russo Henry Reznik, Vladimir Lukin, il rappresentante difensore civico dei diritti umani in Russia e Vyacheslav Nikonov, politico con legami molto stretti con il Cremlino.

Non potendo raggiungere l'America Latina, Edward Snowden ha quindi annunciato che chiederà asilo politico in Russia. Una richiesta che Snowden aveva precedentemente già effettuato, per poi essere ritirata dopo che Vladimir Putin aveva dichiarato che avrebbe accolto l'informatore a patto che non sarebbero più dovute uscire notizie "dannose per gli alleati americani". Una condizione che a quanto pare lo stesso governo russo non si sarebbe sentito di far rispettare. Per il momento, il Cremlino fa sapere di non aver ancora ricevuto la nuova richiesta di asilo politico da parte di Edward Snowden.

Sergej Nikitin di Amnesty International ha precisato al termine dell'incontro: "Abbiamo ribadito di persona il nostro sostegno a Edward Snowden. Continueremo a fare pressione sui governi perché rispettino i suoi diritti, compreso quello, irrinunciabile, a chiedere asilo ovunque desideri. Ciò che egli ha rivelato è palesemente di interesse pubblico e le sue azioni sono giustificate. Snowden ha esposto programmi illegali di sorveglianza che senza dubbio interferiscono col diritto alla privacy". Eppure, per la radicale Emma Bonino, oggi Ministro degli Esteri del governo Letta, "non sussistono le condizioni giuridiche per accogliere la richiesta" pervenuta all'Italia di asilo politico di Edward Snowden, aggiungendo che "a giudizio del governo non è accoglibile nemmeno sul piano politico". Forse, ironizza qualcuno, Edward Snowden in Italia avrebbe avuto più possibilità "politiche" se avesse chiesto invece una amnistia.

"Gli Stati che cercano di impedire a una persona di rivelare questi comportamenti illegali violano il diritto internazionale" dichiara ancora Amnesty International, ricordando come "la libertà di espressione è un diritto fondamentale". Sergej Nikitin conclude quindi: "Invece di rimediare a queste clamorose violazioni, il governo USA è ancora più determinato a perseguitare Snowden. I tentativi di premere sui governi perché blocchino i suoi tentativi di chiedere asilo sono da deplorare". Come sono da deplorare, quei governi che si sono lasciati schiacciare supinamente dagli USA.

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