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Virus Ebola in Italia, caso Spallanzani: nuovo trattamento con plasma

Dopo il "progressivo peggioramento" del medico di Emergency contagiato dal virus Ebola mentre lavora presso il Centro per malati di Ebola di Lakka in Sierra Leone e ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma l'ultimo bollettino dell'ospedale (30 novembre) conferma una "condizione generale del paziente sostanzialmente stazionaria". Al paziente, curato con un farmaco sperimentale che agisce sulla risposta immunitaria, è stato inoltre somministrato un ulteriore trattamento con plasma di un convalescente .

Dopo il "progressivo peggioramento" del medico di Emergency contagiato dal virus Ebola mentre lavora presso il Centro per malati di Ebola di Lakka in Sierra Leone e ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma, come comunicato il 29 novembre, l'ultimo bollettino dell'ospedale (30 novembre) conferma una "condizione generale del paziente sostanzialmente stazionaria". I medici dello Spallanzani riferiscono che a causa del virus Ebola "persistono i disturbi gastrointestinali, la febbre elevata, la profonda spossatezza e l’esantema cutaneo diffuso". Gli infettivologi assicurano però che il medico di Emergency è comunque "facilmente contattabile, autosufficiente, risponde a tono alle domande poste e riesce a deambulare autonomamente nella stanza". Il paziente, inoltre, "respira spontaneamente con erogazione di ossigeno al bisogno". I medici dello Spallanzani sottolineano inoltre che sono "in leggero miglioramento i valori dei globuli bianchi e delle piastrine" del paziente con l'Ebola, e che sono "in incremento i valori delle transaminasi", mentre è "normale la funzione renale". Il medico di Emergency cerca di essere curato dall'Ebola con un trattamento sperimentale, poiché non esistono ancora vaccini al virus, e lo Spallanzani precisa che il paziente sta "ben tollerando" questo farmaco che agisce sulla risposta immunitaria. Nella giornata di ieri, al paziente è stato inoltre somministrato "un ulteriore trattamento con plasma di un convalescente (seconda infusione dopo quella effettuata con il plasma arrivato dalla Spagna)". Il plasma in questione arriva dalla "Germania grazie ad una catena di supporto e di solidarietà istituzionale (Ministero della Salute italiano e tedesco, Ospedale Universitario di Francoforte, Centro Nazionale Sangue), scientifica (coordinamento internazionale per la gestione dell’Ebola dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), e delle società di trasporto".

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