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Sierra Leone: 3 giorni di coprifuoco contro l'Ebola. Contagiato membro MSF

Inizierà venerdì 18 settembre un coprifuoco totale (diurno e notturno) di tre giorni in Sierra Leone per cercare di contenere la diffusione dell'epidemia di Ebola e per identificare i casi non ancora dichiarati attraverso una task force di circa 20mila operatori sanitari che busseranno ad ogni porta. Intanto, Medici senza Frontiere rivela che una sua operatrice è stata contagiata dall'Ebola in Liberia, e che presto verrà trasferita in Francia.

Venerdì 18 settembre inizierà un coprifuoco totale (diurno e notturno) di tre giorni in Sierra Leone, misura che il governo ha adottato per cercare di contenere la diffusione dell'epidemia di Ebola, che nel Paese ha già causato la morte di oltre 500 persone. Durante questi 3 giorni di coprifuoco, dove i cittadini dovranno rimanere chiusi nelle proprie abitazioni, una task force di circa 20mila operatori sanitari busserà ad ogni porta per cercare di identificare i casi di Ebola non ancora dichiarati alle autorità. Da sottolineare che la Sierra Leone conta circa 6 milioni di abitanti. Jean-Herve Bradol, ex direttore di Medici Senza Frontiere, nutre però dei dubbi che la Sierra Leone, uno dei paesi più poveri dell'Africa, abbia davvero la capacità di visitare ogni famiglia in soli tre giorni. Finora, l'epidemia di Ebola ha ucciso circa 2.500 persone tra la Sierra Leone, la Liberia e la Guinea. Di ieri la notizia che anche una operatrice dello staff internazionale di Medici senza Frontiere è stata contagiata dall'Ebola in Liberia. Come riporta una nota dell'organizzazione, l'operatrice verrà presto trasferita in un centro di trattamento specializzato in Francia. Medici senza Frontiere precisa che al momento le circostanze del contagio non sono ancora state chiarite e che si sta indagando sull’accaduto.

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