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Obama: Ebola è minaccia per sicurezza globale, 3mila militari in Africa

Medici senza Frontiere afferma che la crisi sanitaria da virus Ebola "non ha precedenti nell'era moderna" e per questo si rischia "una catasfrofe umanitaria". Dichiarazioni inquietanti se si pensa che nel 1918 la pandemia influenzale Spagnola ha ucciso circa 20 milioni di persone. Barack Obama ammette che l'Ebola "è una potenziale minaccia per la sicurezza globale", ed annuncia un dispiegamento di 3.000 militari statunitensi in africa occidentale (Liberia, Sierra Leone e Guinea) per affrontare l'emergenza che costerà almeno 1 miliardo di dollari, secondo l'OMS.

L'ultimo bilancio ufficiale sull'epidemia di Ebola in Africa occidentale parla di 4.985 casi accertati e di 2.461 decessi, anche se diversi esperti sospettano che il conteggio reale dei morti sia di molto superiore. I Paesi maggiormente colpiti dal virus Ebola da marzo 2014 sono Liberia, Sierra Leone e Guinea, ma si sono registrati casi anche in Nigeria e in Senegal. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il numero di casi di Ebola potrebbe inoltre iniziare a raddoppiare ogni tre settimane, avvertendo che per contenere l'epidemia in maniera tale che non si trasformi in una "catastrofe umanitaria" serviranno almeno 1 miliardo di dollari. Medici senza Frontiere ha ripetutamente denunciato che "i leader mondiali stanno fallendo nell’affrontare la peggiore epidemia di Ebola mai registrata" nella storia. Il dottor Bruce Aylward, assistente del direttore generale di MFS, ha chiarito che "questa crisi sanitaria non ha precedenti nell'era moderna. Rischiamo una catastrofe umanitaria". Se si pensa che nel 1918 la pandemia influenzale ribattezzata Spagnola ha ucciso circa 20 milioni di persone, le dichiarazioni di Medici senza Frontiere diventano ancor più inquietanti.

Al termine di un briefing al Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, Barack Obama ammette che l'epidemia di Ebola "non ha precedenti", che ormai "è fuori controllo" e che "minaccia la sicurezza globale". Nonostante questo, Obama rassicura che lo scoppio dell'epidemia negli Stati Uniti rimane "estremamente basso". "E' una potenziale minaccia per la sicurezza globale" chiarisce Obama, riferendosi anche al fatto che nei Paesi maggiormente colpiti dall'epidemia come la Liberia, la Sierra Leone e la Guinea, il virus Ebola non attacca solo la salute umana ma anche il trasporto, il commercio, i servizi pubblici, la sicurezza e l'economia di quelle nazioni. "Se l'epidemia non si ferma adesso, potremmo essere di fronte a centinaia di migliaia di persone colpite, con profonde implicazioni economiche, politiche e di sicurezza per tutti noi" precisa Barack Obama, annunciando le nuove misure che degli Stati Uniti intendono prendere per cercare di contenere l'epidemia di Ebola in Africa occidentale. Il presidente USA vuole infatti ordinare il dispiegamento di 3.000 militari statunitensi per portare aiuti nelle regioni maggiormente colpite dall'Ebola, costruire 17 centri di trattamento e di isolamento e formare un maggior numero di operatori sanitari sul territorio. Negli USA, però, c'è già chi teme che una volta rientrati in patria qualcuno di questi militari possa far da "ponte" al virus Ebola, con il rischio che l'epidemia si diffonda anche negli States.

Intanto, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha annunciato che terrà giovedì 18 settembre una riunione di emergenza per discutere su come affrontare l'epidemia di Ebola. Il portavoce del segretario generale dell'ONU ha precisato che Ban Ki-moon ha accolto con favore il piano di Obama ed invita tutta la comunità internazionale "ad essere più audace e coraggiosa nella sua risposta all'epidemia, seguendo l'esempio di quelli combattono questa malattia in prima linea".

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