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OMS: 100 milioni di dollari per piano emergenza contro epidemia Ebola

Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità e i leader dei tre paesi dell'Africa occidentale (Guinea, Liberia e Sierra Leone) colpiti dall'epidemia da virus Ebola hanno annunciato di voler stanziare congiuntamente 100 milioni di dollari per un piano di emergenza per debellare la mortale malattia. L'OMS conferma la "la minaccia persistente".

In Africa occidentale l'epidemia da virus Ebola non sembra arrestarsi. Gli ultimi dati dell'OMS parlano di 1.323 casi sospetti di Ebola, tra cui 729 morti in Guinea, Liberia e Sierra Leone da marzo scorso. Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e i leader dei tre paesi dell'Africa occidentale colpiti dall'infezione da Ebola hanno annunciato quindi di voler stanziare congiuntamente 100 milioni di dollari per un piano di emergenza per debellare la mortale malattia. Il piano prevede non solo il dispiegamento di diverse centinaia di medici nei territori colpiti ma anche un aiuto diretto alle nazioni confinanti la Guinea, Liberia e Sierra Leone, affinché si trovino preparati per una eventuale ulteriore diffusione dell'epidemia da virus Ebola. Il direttore generale dell'OMS conferma che quella che si sta diffondendo in Africa occidentale "è la peggiore epidemia di Ebola che il mondo abbia mai visto" sottolineando "la minaccia persistente" anche perché alcuni casi di infezione potrebbero essere fuggiti al controllo. Il portavoce dell'OMS, Gregory Hartl, intervistato da Voice of America ammette infatti che "ci potrebbero anche essere casi nella comunità che abbiamo perso" poiché, spiega: "Le persone scappano. Non vogliono essere trattate nei centri sanitari. Hanno paura o non credono che i centri ospedalieri possano aiutarli, e così cercano di essere curati dalle loro famiglie ma si ammalano e muoiono lì". Secondo Benoit Carpentier, il portavoce Croce Rossa Internazionale, identificare le persone infette da virus Ebola e rintracciare coloro che sono venuti in contatto con queste persone è un compito immane. La Liberia ha chiuso le frontiere, le scuole ed ha ordinato ai dipendenti pubblici non essenziali di rimanere a casa dal lavoro. La Sierra Leone ha dichiarato invece lo stato di emergenza e ha ordinato all'esercito di mettere in quarantena le vittime di Ebola. Un possibile decesso di Ebola è stato segnalato anche in Nigeria, tanto che la camera mortuaria dove viene conservato il corpo e tutto il personale al lavoro è stato messo in quarantena. Il periodo di incubazione del virus Ebola è di 21 giorni. Le autorità sanitarie degli Stati Uniti mettono in guardia contro viaggi in Guinea, Liberia e Sierra Leone, ma nonostante questo l'Organizzazione Mondiale della Sanità non ha ancora messo un divieto di viaggio per quei luoghi.

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