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Epidemia virus Ebola: 10% degli infettati sono medici. Perché?

L'OMS afferma che "è improbabile che l'epidemia da virus di Ebola abbia fine in meno di sei mesi" visto che in Africa occidentale la situazione si sta aggravando. Preoccupanti anche i dati che riguardano le infezioni da Ebola contratti dagli operatori sanitari sul campo. Dall'inizio dell'epidemia sono circa 170 i medici e gli infermieri infettati dal virus, più di 80 dei quali morti, tra la Guinea, la Liberia, la Nigeria e la Sierra Leone.

"Il virus di Ebola si espande più velocemente delle nostre capacità di fronteggiarlo. Stiamo correndo dietro a un treno che sta andando avanti e che è più rapido di noi. E' improbabile che la fine di questa epidemia senza precedenti avvenga in meno di sei mesi. Sono già più di mille morti in Africa occidentale e la situazione si sta aggravando" rende noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Joanne Liu, presidente di Medici senza Frontiere, auspica l'arrivo di "molte più persone operative sul campo" perché, spiega: "Bisogna seguire 2000 contatti di persone avuti con coloro che sono stati colpiti dal virus. Noi riusciamo a gestirne poco più che 50. Non va bene. Quello che serve per fermare l’epidemia è una task force sul campo per scoprire tutte le persone che sono entrate in contatto con i malati". Nonostante questo, l'OMS ha ribadito che il rischio di trasmissione del virus Ebola durante i viaggi in aereo rimane bassa perché "a differenza di infezioni come l'influenza o la tubercolosi, l'Ebola non si diffonde per via aerea". L'Ebola, infatti, si contrae solo se una persona entra in contatto con il sangue o i fluidi corporei di soggetti già infettati. Eppure, questa epidemia di Ebola continua ad infettare e mietere vittime anche tra il personale sanitario, che dovrebbe sapere meglio di chiunque altro in Africa occidentale come evitare il contagio. In Nigeria, per esempio, medici e infermieri fuggono dagli ospedali per paura di contrarre il virus Ebola. Due giorni fa, invece, si è registrato in Sierra Leone il decesso di un altro medico.

Tra la Guinea, la Liberia, la Nigeria e la Sierra Leone circa 170 operatori sanitari hanno contratto il virus Ebola dall'inizio dell'epidemia, cioè il 10% delle persone infettate ufficialmente. Come riporta l'OMS l'11 agosto, di questi sanitari, più di 80 sono poi morti. Eppure, i medici e gli infermieri che lavorano in Africa occidetale utilizzano pesanti tute di protezione, stivali di gomma che arrivano fino alle ginocchia, guanti impermeabili, maschere, cappuccio e occhiali: divisa che ovviamente una volta tolta viene sterilizzata con il cloro. Una situazione che rende il lavoro dei sanitari molto più pesante e faticoso, visto che in un turno di lavoro rischiano di perdere fino a 5 litri di sudore, tanto che dopo devono subire un trattamento di reidratazione di due ore. Ma allora, come è possibile che l'Ebola, che si trasmette solo se si entra in contatto con i fluidi corporei dell'infettato, abbia già fatto ammalare così tanti medici? Un ufficiale sanitario liberiano ha già dichiarato la propria preoccupazione per il fatto che l'Ebola potrebbe diventare una "pandemia globale", visto che rispetto alle infezioni del passato quella attuale sembra diffondersi molto più velocemente di prima.

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