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Ebola: scoperto che virus vive in occhi sopravvissuti per mesi

Il virus Ebola vive e si replica al'interno degli occhi dei sopravvissuti mesi dopo il contagio. E' questa l'inquientante scoperta fatta analizzando gli occhi di Ian Crozier, il medico americano che da ottobre 2014 è stato dichiarato guarito dall'Ebola dopo che aveva contratto la malattia in Sierra Leone ma che in realtà aveva ancora all'interno dell'umor acqueo il virus Ebola, che lo stava portando alla cecità

Il virus Ebola vive al'interno degli occhi mesi dopo il contagio. E' questa la scoperta fatta analizzando gli occhi di Ian Crozier, il medico americano che già da mesi è stato dichiarato guarito dall'Ebola dopo che aveva contratto la malattia in Sierra Leone. A quanto pare, però, non totalmente. Anche se il virus Ebola non era più presente nel sangue di Crozier, dopo mesi di fastidi all'occhio sinistro i medici hanno scoperto che l'ex contagiato non era affetto da uveite. Due mesi dopo essere stato dimesso (era l'ottobre 2014) perché non presentava più i sintomi dell'Ebola, Ian Crozier è infatti dovuto tornare all'Emory University Hospital di Atlanta e dopo settimane di test questi hanno rivelato che il virus viveva ancora all'interno del suo occhio. Dopo aver cominciato ad avere problemi all'occhio, Crozier pensò che fosse una "complicazione correlata all'Ebola" visto che il medico una volta guarito ha continuato ad avere dolori articolari e muscolari, profonda stanchezza e una parziale perdita dell'udito.

Niente avrebbe però fatto sospettare che il virus era rimasto annidato all'interno dell'umor acqueo dell'uomo, quel liquido salino che si trova tra la cornea e il cristallino. Effettuati tutti i test, infatti, si è scoperto che il virus Ebola era attivo e si era replicato all'interno dell'occhio di Ian Crozier, tanto che il medico rischiava di perdere la vista. Non solo. Crozier ha subito persino un cambiamento di colore all'occhio infettato dal virus Ebola, divenendo da blu a verde. Nonostante la presenza del virus, i campioni di lacrime e la membrana esterna dell'occhio sono risultati negativi, il che significa che il Crozier non era contagioso e non rischiava di diffondere la malattia durante un contatto casuale. Nonostante questo, i medici che hanno effettuato degli interventi chirurgici agli occhi dei sopravvissuti all'Ebola potrebbero essere a rischio e quindi devono essere sottoposti a dei protocolli di sicurezza. Non è ancora chiaro se altri ex contagiati dal virus (compreso il medico italiano di Emergency) si siano in questo arco di tempo sottoposti ad interventi agli occhi.

Il New England Journal of Medicine ha pubblicato uno studio sul caso, rivelando che dopo aver scoperto la presenza attiva del virus Ebola nell'occhio del paziente, Ian Crozier è stato sottoposto a diversi trattamenti, tra cui la somministrazione di steroidi. Dopo settimane di peggioramento alla vista, però, il medico che aveva in cura Crozier ha chiesto ed ottenuto dalla Food and Drug Administration il permesso di somministrare un farmaco antivirale sperimentale che deve essere assunto in forma di pillola. A poco a poco, nel giro di diverse settimane, Crozier cominciò nuovamente a vedere e sorprendentemente l'iride del suo occhio tornò anche di colore blu. Non c'è certezza, però, che sia stato il farmaco antivirale a portare Crozier alla guarigione, con alcuni medici più propensi a credere che questa sia arrivata grazie alla forte risposta del suo sistema immunitario. Al massimo il farmaco sperimentale, sottolineano, può aver ridotto i sintomi permettendo al corpo di Crozier di reagire.

Da sottolineare che il virus Ebola può anche rimanere per mesi nel liquido seminale della persona contagiata, anche se apparentemente guarita. Finora, invece, nessuno aveva mai scoperto che il virus Ebola può continuare a replicarsi nell'occhio. Nonostante l'epidemia di Ebola stia scemando già da alcuni mesi, circa un paio di persone sono ancora contagiate ogni settimana in Africa occidentale, tra Liberia, Sierra Leone e Guinea. Nella settimana dal 26 aprile al 3 maggio 2015, infatti, sono stati segnalati all'OMS 18 nuovi casi di Ebola. Il dottor Daniel Bausch, un consulente senior per l'OMS e specialista di malattie infettive presso l'Università di Tulane rivela che i rapporti sui sopravvissuti con problemi agli occhi sono di particolare preoccupazione, mentre il dottor John Fankhauser, dell' ELWA Hospital di Monrovia (Liberia) gestito dal gruppo missionario SIM rivela che il 40% delle persone che erano state contagiate dall'Ebola presentano dolore agli occhi, infiammazioni, visione offuscata e punti ciechi nel loro campo visivo.

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