le notizie che fanno testo, dal 2010

Ebola: i guariti si riammalano. Cameron e pazienti italiani a rischio?

A Londra l'infermiera Pauline Cafferkey considerata guarita dall'Ebola è grave. Il virus è infatti riapparso, così come era accaduto nel maggio scorso quando il medico americano Ian Crozier stava per perdere la vista perché il virus Ebola si era moltiplicato nel suo occhio. Prima di entrare in isolamento l'infermiera aveva incontrato la moglie di David Cameron, premier britannico. L'OMS raccomanda di controllare i pazienti guariti ogni mese: viene fatto con quelli italiani?

Nel maggio scorso è stato scoperto che il virus Ebola era sopravvissuto nell'occhio di un paziente guarito, il medico americano Ian Crozier. Da allora, però, non sembrano esserci state adeguate misure per evitare che i malati sopravvissuti all'Ebola, africani e occidentali, potessero contagiare inconsapevolmente altre persone, continuando ad ignorare che il virus potenzialmente può continuare a moltiplicarsi "in sordina" e portare alla recrudescenza della mortale malattia. A Londra, infatti, una infermiera scozzese guarita dal virus Ebola è attualmente "in condizioni critiche" per la ricomparsa del virus. In questo periodo però, e soprattutto quando sono sorti i primi sintomi dell'Ebola, l'infermiera scozzese Pauline Cafferkey attualmente ricoverata al Royal Free Hospital di Londra, non è stata in isolamento poiché probabilmente mai avrebbe immaginato che il malessere che la stava colpendo poteva essere collegato al virus che pensava di aver debellato.

I primi sintomi dell'Ebola sarebbero apparsi nella 39enne la scorsa settimana ma solo venerdì scorso è stata trasportata dal Queen Elizabeth University Hospital al Royal Free, quando probabilmente si è intuito che i malori potevano essere collegati al virus. Lunedì 5 ottobre, invece, Pauline Cafferkey era stata rispedita a casa dal medico di Glasgow da cui si era recata, poiché il sanitario aveva ipotizzato una semplice influenza. Proprio lo scorso lunedì l'infermiera si era recata alla Mossneuk Primary School nell'East Kilbride, entrando in contatto con diversi bambini. Martedì 6 ottobre l'infermiera è stata invece ricoverata al Queen Elizabeth University Hospital poiché continuava ad accusare i malori, ospedale in cui è rimasta (non in isolamento) fino a venerdì 9 ottobre.

L'infermiera aveva invece ricevuto il Pride of Britain Awards due settimane fa a Londra e ad una giornalista della BBC, Tulip Mazumdar, aveva confessato di soffrire di "dolori articolari e di problemi alla tiroide". In quell'occasione, Pauline Cafferkey aveva incontrato anche la moglie del primo ministro David Cameron, Samantha, al 10 di Downing Street. Non è necessario evocare la serie cult post apocalittica "I sopravvissuti" di Terry Nation per comprendere le ricadute geopolitiche nel malauguarato caso che il premier britannico si ammali di Ebola. Pauline Cafferkey aveva contratto il virus Ebola in Sierra Leone e pensava di aver sconfitto la malattia nel gennaio scorso, quando dichiarata guarita. Nelle ultime settimane, l'infermiera scozzese ha avuto contatti stretti con 58 persone, tra amici, familiari e colleghi di lavoro. A queste persone è stato offerto uno dei vaccini sviluppato in questi mesi per debellare l'Ebola ma solo 25 hanno accettato la somministrazione, probabilmente più preoccupati per gli ancora non conosciuti effetti collaterali del farmaco che per il virus. Il direttore della sanità pubblica inglese cerca di rassicurare la popolazione affermando che "il rischio per il pubblico è molto basso". Eppure, il caso di Pauline Cafferkey dopo quello di Ian Crozier pare dimostrare che i tessuti corporei possano ospitare per mesi il virus Ebola dopo che il paziente è stato considerato fuori pericolo.

Ben Neuman, docente di virologia presso l'Università di Reading, ricorda infatti: "Negli ultimi anni, c'è stata evidenza di problemi di salute mentali e fisici nei sopravvissuti di Ebola che possono durare anche anni la scomparsa del virus dal sangue", quello cioè che probabilmente controllano i medici attraverso i test per stabilire la guarigione di un paziente. Guarigione a questo punto solo apparente. I pochi studi sull'Ebola mettono in evidenza infatti che il virus potrebbe continuare a vivere in altri fluidi corporei, come quello oculare. Prima di capire che si trattava di Ebola, i medici avevano ipotizzato che Pauline Cafferkey poteva essere stata colpita da meningite, poiché presentava sintomi simili. C'è chi quindi invita a cercere il virus Ebola nel midollo spinale dell'infermiera. Il virus Ebola potrebbe però annidarsi anche nello sperma dei malati uomini, il che aumenterebbe il pericolo di trasmissione. Finora è stato certificato appena "un caso di trasmissione attraverso lo sperma" post guarigione ma gli studi clinici al riguardo sono ancora pochi e incompleti, soprattutto se si pensa che solo questo mese si è registrato nei tre Paesi dell'Africa occidentale colpiti dall'epidemia la prima settimana per entrambi di assenza di nuovi casi di Ebola. Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il virus può rimanere in un'alta percentuale nelle persone considerate "guarite" per un massimo di tre mesi, ammettendo che in questo periodo il virus può essere trasmesso attraverso i fluidi corporei, come lo sperma. L'OMS raccomanda che i pazienti vengano sottoposti a dei test ogni mese, dopo quei primi tre mesi di "limbo". L'infermiera veniva monitorata? E i malati italiani di Ebola considerati guariti? A questa domanda dovrebbe rispondere il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: