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Ebola e numeri OMS. Scampa: a maggio 2015 metà Sierra Leone sarà morta

Il Presidente dell'AIPRI Paolo Scampa, che di numeri se ne intende, analizza i dati diffusi dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sull'epidemia di virus Ebola in Africa occidentale, avvertendo: "Se l'attuale tasso di crescita non rallenta, il 50% della popolazione della Sierra Leone scomparirà entro maggio 2015, della Liberia entro luglio 2015 e della Guinea entro novembre 2015". Inoltre, sotto la lente di Scampa anche il "tasso di mortalità" come riportato dall'OMS.

Di numeri il professor Paolo Scampa se ne intende. Presidente dell'AIPRI (Associazione Internazionale per la Protezione contro le Radiazioni Ionizzanti), allievo di Maurice Eugène André (il Monsieur nucléaire belga, comandante NBCR a funzione esclusiva), Scampa è conosciuto in tutto il mondo per il suo impegno scientifico e divulgativo sulla verità del nucleare (militare e civile) e sui pericoli radiologici della contaminazione interna. Un'opera divulgativa molto interessante di Paolo Scampa, a questo proposito, è senz'altro la "Camera a gas atomica" (pubblicata qui in francese) il cui titolo, ovviamente riferito al nucleare, non lascia molto spazio all'immaginazione. Non a caso il motto dell'AIPRI è "La terra non ha uscite di emergenza". Ed in questo periodo le uscite di emergenza, come non ci sono per le sottili particelle atomiche che ammorbano l'aria dal progetto Manhattan in poi, non si riescono a trovare neppure per l'epidemia di virus Ebola.

Il prof. Scampa, abituato a leggere dove portano i numeri non poteva infatti che sobbalzare sulla "proiezione" dei dati che l'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha diffuso sull'epidemia di Ebola. Il virus Ebola, infatti, per i dati ufficiali è ben lungi dall'essere quella sorta di "febbrone" da cui si guarisce, secondo il mainstream tranquillizzante, nei puliti ed attrezzati ospedali occidentali. Il professor Scampa fa notare, quasi come se fosse l'inesorabile incedere del decadimento radioattivo, la realtà dei "freddi numeri" che si trasformerebbero, se continua così, in una vera e propria ecatombe per tre paesi africani colpiti dall'epidemia di Ebola, Guinea, Sierra Leone e Liberia: "Stando ai dati 'ufficiali' di mortalità del virus Ebola dell'OMS del 14 ottobre 2014 e dal tasso di crescita di questa mortalità ricavato per ogni paese:
- Se l'epidemia che finora mostra un tasso di crescita al giorno del 3,92% non rallenta, il 50% della popolazione della Sierra Leone scomparirà entro maggio 2015 (3 milioni di morti).
- Se l'epidemia che finora mostra un tasso di crescita al giorno del 3,71% non rallenta, il 50% della popolazione della Liberia scomparirà entro luglio 2015 (2 milioni di morti).
- Se l'epidemia che finora mostra un tasso di crescita al giorno del 2,17% non rallenta, il 50% della popolazione della Guinea scomparirà entro novembre 2015 (6 milioni di morti)".

"La gravità di questa epidemia non è soltanto nel suo tragico decorso presente ma nel suo sconvolgente possibile crescente divenire. Ed il primo passo per mobilizzare le necessarie risorse finanziarie e umane per fronteggiare razionalmente questo dramma è capirne il potenziale osando, e molti lo hanno fatto, esprimerlo in freddi numeri. Rifiutarsi di anticipare il possibile è il modo migliore per rimanerne vittima" commenta quindi Scampa. Il professore evidenzia però un altro dato molto interessante. A metà ottobre l'OMS annuncia infatti che in Guinea, Sierra Leone e Liberia "entro dicembre, potrebbero esserci 10mila casi di infezione alla settimana" poiché "il tasso di mortalità per chi ha contratto l'Ebola è salito dal 50% al 70%".

Eppure, sottolinea Scampa, in base al report dell'OMS pubblicato il 22 ottobre, i dati che si riferiscono alla Sierra Leone per esempio, il più colpito dalla epidemia di Ebola, mostrano 3.223 casi confermati e 986 morti. Scampa ci spiega però che in base a tali numeri il tasso di mortalità sarebbe pari "solo" al 30% (986/3223). "Non è possibile. Urlerebbero tutti alla vittoria, OMS in testa, se fosse vero" prosegue Paolo Scampa, ipotizzando: "Pertanto la cifra approssimata reale dovrebbe essere 3223 x 60% (tasso medio di mortalità annunciato dall'OMS, ndr) = 1933 decessi tra i 'confermati' ". "Hanno cancellato 1000 morti?" si domanda quindi Paolo Scampa.

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