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Ebola: caso sospetto in Italia è falso allarme. Dipendente PAM negativo a test

Il primo caso sospetto di virus Ebola in Italia si è rivelato per fortuna solo un falso allarme. Un dipendente del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM o WFP) era stato ricoverato a Roma, presumibilmente all'ospedale Spallanzani, per paura che avesse contratto l'Ebola in Guinea. Il Ministero della Salute informa però che i test sono risultati negativi.

Per fortuna, il primo sospetto caso di virus Ebola in Italia è stato solo un falso allarme. Come avevamo scritto (primi in Italia), un dipendente del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM o WFP) era stato ricoverato a Roma, presumibilmente all'ospedale Spallanzani, dove si era attivato immediatamente il "protocollo Ebola". Come informa questa sera in una nota il WFP, il membro del Programma Alimentare Mondiale era tornato martedì 14 ottobre da una missione in Guinea (inizialmente si era parlato della Liberia), accusando dei malori oggi, mercoledì 15 ottobre. Subito dopo essersi sentito poco bene, il dipendente del PAM ha quindi "contattato il Servizio Medico, alla sede generale del WFP a Roma. La persona dello staff non aveva la febbre ma è stata portata all’ospedale per essere tenuta sotto osservazione ed essere sottoposta a ulteriori accertamenti, come misura precauzionale". La dottoressa Yimei Cao, a capo del Servizio Medico del WFP, nella nota informa e rassicura: "Il Ministero italiano della Salute ci ha informato che la persona dello staff del WFP è risultata negativa al virus Ebola. - aggiungendo - E', ovviamente, un grande sollievo ma dobbiamo rimanere vigili e lavorare con grande scrupolo per evitare il diffondersi di Ebola". Come da protocollo, la persona dello staff del PAM è stata sottoposta a due separati test per Ebola ed entrambi i risultati sono stati negativi. Il membro del WFP era passato attraverso due controlli aeroportuali in due Paesi, ed era stato dichiarato idoneo a viaggiare prima di lasciare la Guinea. "Ci rendiamo conto dell’ansia delle persone ma è importante che non ci sia un caso di Ebola non rilevato" prosegue la dottoressa Cao, concludendo: "Siamo grati per la stretta collaborazione con le autorità sanitarie italiane che, in modo così efficace, hanno risposto, verificato e si sono occupate del nostro staff".

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