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Ebola, caso Italia: paziente sempre attaccato alle macchine per respirare

Anche se le condizioni del paziente con il virus Ebola ricoverato allo Spallanzani di Roma rimangono "stabili" da qualche giorno, il medico di Emergency è da giorni attaccato alle macchine per poter respirare. Oltre a due infusioni di plasma di convalescenti, il primo caso in Italia di Ebola è stato anche trattato con 2 farmaci sperimentali e un farmaco non registrato.

Sono ormai 5 giorni che il paziente affetto dal virus Ebola ricoverato all'ospedale Spallanzani di Roma, medico italiano di Emergency che ha contratto la malattia in Sierra Leone, necessita di "assistenza respiratoria meccanica". Il 25 novembre, giorno del ricovero, i medici dello Spallanzani hanno iniziato un trattamento antivirale specifico con farmaco non registrato, autorizzato con ordinanza dall'Aifa, su indicazione del Ministro della Salute. Il 29 novembre, però, lo Spallanzani informava che il paziente aveva già iniziato il terzo trattamento sperimentale per cercare di contrastare il virus Ebola. Oltre al farmaco antivirale, al medico di Emergency era stata infuso il plasma, arrivato dalla Spagna, di convalescente guarito dall'Ebola. A questi due trattamenti, era poi stato aggiunto un farmaco che agisce sulla risposta immunitaria. Il 1 dicembre, però, lo Spallanzani prosegue la strada delle infusioni, la seconda effettuata al paziente, con plasma di un convalescente, questa volta arrivato dalla Germania. Nella serata del 1 dicembre il paziente ha però avuto un peggioramento delle condizioni generali. Il 2 dicembre lo Spallanzani informa che il paziente sarebbe stato quindi trattato con un ulteriore farmaco sperimentale arrivato dall'estero. Il 3 dicembre le condizioni del medico di Emergency sembrano leggermente migliorate, poiché pur persistendo la sintomatologia tipica dell'Ebola il paziente non prentava febbre, era contattabile e rispondeva a tono alle domande poste. Dal 4 dicembre, però, la situazione del paziente affetto da virus Ebola precipita. Ricompare le febbre e lo Spallanzani informa che verrà effettuata la seconda infusione del trattamento con il farmaco sperimentale iniziato il pomeriggio del 2 dicembre. Nella serata, però, le condizioni generali del paziente peggiorano e per questo si è resa necessaria l'assistenza respiratoria meccanica. Da allora, il paziente è sempre attaccato alle macchine per poter respirare, anche se gli ultimi bollettini medici dello Spallanzani di Roma precisano che le condizioni del medico che ha contratto l'Ebola rimangono "stabili".

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