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Canada: paziente in quarantena per sospetta infezione da virus Ebola

Il virus Ebola potrebbe essere arrivato anche in Canada. Un paziente arrivato dalla Nigeria è stato infatti messo in quarantena perché mostra alcuni sintomi di quello che potrebbe essere il virus Ebola, quali febbre, debolezza, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola, vomito, diarrea ed infine eruzioni cutanee e sanguinamento. Il virus Ebola si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto con il sangue e i fluidi corporei di soggetti infetti.

Il virus Ebola potrebbe essere arrivato anche in Canada. Come riporta France-Press, gli operatori sanitari canadesi hanno isolato e messo in quarantena un paziente, appena arrivato dalla Nigeria, poiché mostra alcuni sintomi di quello che potrebbe essere il virus Ebola. L'uomo è ricoverato presso il Brampton Civic Hospital di Toronto. I sintomi dell'Ebola inizialmente sono molto simili a quelli dell'influenza, visto che comprendono febbre, debolezza, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola, vomito, diarrea ed infine eruzioni cutanee e sanguinamento. Venerdì scorso la Nigeria ha dichiarato lo stato di emergenza a causa del diffondersi dell'epidemia da Ebola, terzo paese colpito dal virus mortale dopo la Liberia e la Sierra Leone. Gli ultimi dati diffusi dall'OMS sulla diffusione della malattia in Africa occidentale rivelano che in totale sono stati infettati dall'Ebola 1.779, di cui 961 sono morti a causa del virus. Solo tra il 5 e il 6 agosto, ci sono stati un totale di 68 nuovi infetti e 29 decessi tra Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone. Nel dettaglio, l'OMS elenca che in Guinea sono stati segnalati 495 casi e 367 decessi; in Liberia, 554 casi tra cui 294 decessi; in Nigeria, 13 casi tra cui 2 decessi; in Sierra Leone, 717 casi tra cui 298 decessi. Parlando con l'agenzia Misna, però, suor Anna Rita Brustia, superiora provinciale delle missionarie della Consolata in Liberia, sottolinea che i numeri ufficiali degli infettati e dei morti per l'Ebola sono "senz’altro molto inferiori" a quelli reali, e spiega: "Le stime del governo tengono conto dei decessi registrati negli ospedali ma ignorano quelli avvenuti in famiglia e nei villaggi senza che le autorità siano state informate". La religiosa chiarisce: "In molte comunità la popolazione non ammette che ci siano casi di Ebola, nasconde i propri morti per sottrarli agli ispettori sanitari e li seppellisce secondo usanze e riti che favoriscono il contatto diretto e dunque nuove infezioni". Il virus Ebola, infatti, si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto con il sangue e i fluidi corporei di soggetti infetti. Per sensibilizzare le pratiche igienico-sanitarie essenziali al contrasto dell’epidemia di Ebola, le Chiese della Liberia hanno iniziato da oggi tre giorni di preghiera e di digiuno.

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