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ESO: magnetar al posto di un buco nero grazie ad uno scambio di materia

Un'equipe di astronomi europei, utilizzando il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO (European Southern Observatory) crede di aver trovato per la prima volta la stella compagna di una magnetar. Le magnetar sono resti super-densi delle esplosioni di supernova, e la scoperta aiuterebbe a capire non solo come si formino le magnetar ma anche il perché questa particolare stella non sia collassata in un buco nero.

Un'equipe di astronomi europei, utilizzando il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO (European Southern Observatory) crede di aver trovato per la prima volta la stella compagna di una magnetar. Le magnetar sono resti super-densi delle esplosioni di supernova, ma anche i magneti più potenti dell'Universo, milioni di volte più potenti rispetto ai più potenti magneti sulla Terra. La scoperta aiuterebbe a capire non solo come si formino le magnetar ma anche il perché questa particolare stella non sia collassata in un buco nero. Come spiega l'ESO, quando una stella massiccia collassa sotto la propria gravità durante un'esplosione di supernova, forma o una stella di neutroni o un buco nero. Le magnetar sono una forma insolita di stelle di neutroni, piccole e straordinariamente dense che hanno un campo magnetico molto potente. L'ammasso stellare Westerlund 1, a circa 16 000 anni luce dalla Terra nella costellazione australe dell'Ara, contiene una delle circa venti magnetar note nella Via Lattea, ribattezzata molto poco romaticamente CXOU J164710.2-455216. Simon Clark, autore principale dello studio, racconta: "Nel nostro lavoro precedente abbiamo dimostrato che la magnetar dell'ammasso Westerlund 1 deve essere nata dalla morte esplosiva di una stella di massa pari a circa 40 volte quella del Sole. - sottolineando - Ma questa spiegazione hai i suoi problemi, poiché stelle così massicce dovrebbero collassare in un buco nero dopo la propria morte, non in una stella di neutroni. Non capivamo come avesse potuto diventare una magnetar".

Poi la scoperta. Grazie al Very Large Telescope dell'ESO hanno trovato la stella Westerlund 1-5, che orbita attorno alla magnetar "misteriosa" (e viceversa) in un sistema binario molto compatto, che sarebbe contenuto dall'orbita della Terra intorno al Sole. L'ESO spiega che nella prima fase del processo la stella più massiccia della coppia inizia a rimanere a corto di combustibile, trasferendo i suoi strati esterni alla compagna meno massiccia - che è destinata a diventare la magnetar - e facendola così ruotare sempre più velocemente. Questa rapida rotazione sembra essere l'ingrediente essenziale per la formazione del campo magnetico ultra forte della magnetar. Nella seconda fase, a seguito del trasferimento di massa, la compagna stessa diventa così massiccia che a sua volta inizia a perdere grandi quantità della sua massa appena acquisita. La gran parte di questa massa viene persa, ma una parte ritorna alla stella originaria che vediamo brillare oggi come Westerlund 1-5. Francisco Najarro del Centro de Astrobiología (Spagna) e membro del team di scoperta precisa: "E' questo processo di scambio di materia che ha dato una caratteristica chimica unica a Westerlund 1-5 e ha permesso alla massa del compagno di diminuire a livelli così bassi che una magnetar è nata al posto del buco nero - concludendo - un gioco stellare con conseguenze cosmiche!".

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