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ESA: nel 2028 lancio telescopio spaziale per osservare Universo nei raggi X

L' ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha in cantiere un nuovo grande progetto, e cioè il lancio nel 2028 di un telescopio spaziale che osserverà l'universo nei raggi X. L'Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) spiega che "l'enorme flusso di radiazione in raggi X prodotta dal lampo gamma permetterà di radiografare la materia che lo circonda e determinare la distanza e la composizione chimica, il segno di riconoscimento delle stelle primordiali dalle generazioni seguenti".

L' ESA (Agenzia spaziale europea) ha in cantiere un nuovo grande progetto, e cioè il lancio nel 2028 di un telescopio spaziale che osserverà l'universo nei raggi X. A darne notizia è l'Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), spiegando che lo Science Program Committee dell'ESA ha selezionato "The Hot and Energetic Universe" ovvero "L'Universo caldo ed energetico" come tema scientifico per la sua prossima grande missione spaziale. "L'enorme flusso di radiazione in raggi X prodotta dal lampo gamma ci permetterà letteralmente di radiografare la materia che lo circonda e quindi determinare la distanza e la composizione chimica, il segno di riconoscimento delle stelle primordiali dalle generazioni seguenti" spiega infatti Luigi Piro dell'INAF-IAPS di Roma, il coordinatore del team italiano della proposta per il concetto di missione chiamato Athena+. Giovanni Bignami, presidente dell' Inaf, sottolinea invece come "l'Italia sia ai vertici dell'eccellenza mondiale nell'astronomia X e Gamma. - aggiungendo - Gli scienziati italiani, in particolare quelli del nostro Istituto, saranno la componente fondamentale nella realizzazione della missione, sia per la parte scientifica sia per lo studio del concetto di satellite e dei suoi strumenti". "Ci resta ancora tanto da scoprire in questo campo e per riuscirci - conclude Bignami - ci vorrà un nuovo telescopio spaziale che sia dotato dei più avanzati ritrovati tecnologici nel settore della ricerca astrofisica. Dispositivi che, una volta realizzati, potranno fornire un importante ritorno, con applicazioni in ambiti ben diversi dal campo della sola ricerca spaziale". Il telescopio spaziale che verrà lanciato nel 2028, infatti, avrà bisogno, spiega l'Inaf, "di uno specchio di grande area e rivelatori per raggi X di nuova concezione che funzionino a temperature bassissime in fase di transizione superconduttiva (i soli strumenti in grado di misurare con grandissima precisione l'energia e la posizione di ogni singolo fotone X) e questo richiede uno sforzo congiunto a livello europeo e internazionale". Luigi Piro precisa quindi che "l'Italia è stata tra i primi Paesi a sviluppare questa tecnologia ed è leader nel settore, grazie all'impegno dei ricercatori dell'INAF, delle Università, del CNR e il supporto dell' ASI (Agenzia spaziale italiana).

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