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ESA lancia il WWF Living Planet Report 2012: non ci bastano 2 pianeti

L'astronauta dell'ESA (Agenzia spaziale europea) André Kuipers lancia dalla Spazio il WWF Living Planet Report 2012, dove si evidenzia che "viviamo come se avessimo un pianeta in più a nostra disposizione".

L'astronauta dell'ESA (Agenzia spaziale europea) André Kuipers ha presentato il 15 maggio dallo Spazio il "Living Planet Report 2012" (http://awsassets.panda.org/downloads/lpr_2012_final_120507.pdf) del WWF che "misura i cambiamenti nella biodiversità seguendo oltre 9000 popolazioni di più di 2600 specie mondiali".
André Kuipers, che nel 2004 è già stato sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con la missione russa Sojuz TMA-4, ha scritto l'introduzione al rapporto e funge come ambasciatore "spaziale" del WWF per mostrare quanto fragile sia il nostro pianeta. "Abbiamo una sola Terra. Da qui sopra posso vedere l'impronta umana, compresi gli incendi forestali, l'inquinamento atmosferico e l'erosione: sfide che si riflettono in questa edizione del rapporto Living Planet Report" spiega André Kuipers.
"Viviamo come se avessimo un pianeta in più a nostra disposizione" come scrive nel report riassuntivo del dossier Jim Leape, il direttore generale di WWF International, e questo perché "stiamo utilizzando il 50 per cento delle risorse in più rispetto a quello che la Terra può offrire".
L'obiettivo invece è quello di creare un futuro prospero in grado di fornire cibo, acqua ed energia per le 9 o 10 miliardi di persone che presumibilmente condivideranno il pianeta nel 2050. Se la rotta invece non sarà inverita, non ci saranno risorse per nessuno.
Il Living Planet Report cerca di dimostrare che il pianeta Terra, e anche le attuali tecnologie dell'uomo, sono in grado di fornire, se si ha la volontà, cibo, acqua ed energia per tutto il mondo, in maniera sostenibile e rispettando l'ambiente che ci circonda.
Fa riflette un dato su tutti del "Living Planet Report 2012", e cioè che ad oggi la Terra ha bisogno di 1,5 anni per "ricreare" quelle risorse naturali che gli esseri umani consumano in un solo anno.
Sul sito dell'Agenzia spaziale europea, inoltre, viene evidenziato come "l'effetto che abbiamo sul nostro pianeta va ben oltre ciò che è visibile all'occhio umano" e quindi "per riuscire a capire e gestire meglio l'impatto dell'uomo, l'ESA sta fornendo dati provenienti da diversi satelliti" che "offrono l'unico modo pratico di controllare la Terra nel suo insieme", poiché svelano "le complessità del nostro pianeta e tenere traccia delle modifiche in corso", tanto che "hanno contribuito significativamente alle informazioni per il rapporto del WWF Living Planet Report".

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