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Con reato di negazionismo si depotenzia legge Mancino, avverte Ferranti (PD)

"In un momento storico e sociale così delicato depotenziare la legge Mancino è un atto politicamente incomprensibile. Con il reato di negazionismo c'è il rischio concreto che indagini e processi in corso impostati sull'attuale tenore della norma vengano travolti da una sostanziale depenalizzazione", afferma in una nota Donatella Ferranti, deputata PD.

"In un momento storico e sociale così delicato depotenziare la legge Mancino è un atto politicamente incomprensibile, che verrebbe ad affievolire quei valori alla base della Convenzione di New York del 1966 sulla discriminazione razziale oggi più attuali che mai. Il reato di negazionismo, ben delineato nei suoi elementi oggettivi dalla formulazione già approvata dal Senato in prima lettura e integrato dalla Camera, non richiede - afferma Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia a Montecitorio - l'indebolimento del reato di istigazione all'odio, alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi previsto dalla legge Mancino". Ma anzi, aggiunge la deputata PD "condanna ogni propaganda che giustifichi o incoraggi forme di odio o discriminazione razziale" anche se, avverte "c'è il rischio concreto che indagini e processi in corso impostati sull'attuale tenore della norma vengano travolti da una sostanziale depenalizzazione".
"Non credo sia questa la volontà dei promotori del reato di negazionismo, mi auguro dunque che in aula al Senato ci sia un rapido ripensamento" conclude la parlamentare.

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