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Strauss-Kahn parla in TV: ho avuto paura. La mia è una colpa morale

Dominique Strauss-Kahn torna a parlare ai francesi dopo la vicenda giudiziaria che lo ha travolto negli Stati Uniti. Ammette di aver "sbagliato" ma di non aver commesso alcun reato, rivelando che non si candiderà perché la sua è "stata una colpa morale".

Dominique Strauss-Kahn torna a parlare in pubblico dopo la vicenda giudiziaria che lo ha travolto negli Stati Uniti, accusato e poi definitivamente scagionato di aver tentato violenza ai danni di una cameriera del Sofitel Hotel di New York. Strauss-Kahn non rinnega il rapporto, non l'ha mai fatto e non l'avrebbe potuto fare, ma ribadisce che "non c'è stata violenza, non c'è stata costrizione, non c'è stato reato", ammettendo comunque di aver "sbagliato". "E' stata una colpa morale la mia, grave - continua Dominique Strauss-Kahn - nei confronti di mia moglie, dei miei figli, dei miei amici, ma anche dei francesi, che avevano riposto in me le speranze di cambiamento. Ho mancato il mio appuntamento con i francesi". DSK annuncia infatti la sua voglia ma non intenzione di candidarsi alle primarie socialiste per la successiva corsa all'Eliseo. Prima dell'arresto Dominique Strauss-Kahn era visto come colui che avrebbe potuto battere alle presidenziali, anche facilmente, Nicolas Sarkozy, tanto che la giornalista di TF1, la prima rete televisiva privata d'Oltralpe, non può non chiedere se ciò che è successo può essere stata "una trappola?". "E' possibile" ammette Strauss-Kahn; "Un complotto?" chiede ancora la giornalista a DSK che chiude il discorso con un "Vedremo". Dominique Strauss-Kahn rivela che "quando sei preso nelle fauci di un meccanismo del genere pensi che ti possa divorare - spiegando - Ho avuto paura, molta paura. Sono stato umiliato". L'ex direttore generale del FMI (Fondo monetario internazionale) sottolinea come la cameriera avrebbe agito solo "per il denaro", come confermerebbe una intercettazione, e per questo motivo promette che in sede civile "non ci sarà alcuna negoziazione". Ritornando sull'argomento, Strauss-Kahn rimarca il fatto di non andare "fiero" della sua "debolezza morale", dicendosi di pentirsi "infinitamente" per quanto successo in quella camera d'albergo. "Me ne sono pentito ogni giorno negli scorsi quattro mesi e credo di non aver ancora finito di pentirmene" aggiunge Strauss-Kahn, rivolgendo un particolare pensiero ad Anne Sinclair, senza la quale "non ce l'avrebbe fatta", premettendo però che la moglie non avrebbe fatto tale scelta di campo se "dal primo minuto non avesse saputo che ero innocente". Dominique Strauss-Kahn respinge categoricamente, pur non soffermandosi troppo, anche le accuse che le ha rivolto in patria la giornalista Tristane Banon, che ha denunciato DSK per un tentativo di violenza risalente al 2003. "Sono stato sentito come testimone, ho detto la verità su quell'incontro, non ci fu nessuna aggressione, nessuna violenza - afferma secco Strauss-Kahn - Non dirò altro. La versione che è stata presentata è fantasiosa, calunniosa". Infine, l'ex direttore generale del FMI ammette di continuare ad "appassionarsi" di ciò che sta succedendo in Europa, al centro del ciclone a causa della crisi sul debito, e raccomanda di continuare ad aiutare la Grecia ma, precisa, "non a costo della stagnazione o della recessione". Il ritorno di DSK in politica potrebbe essere quindi non tanto in Francia quanto a Bruxelles, ma DSK non offre spunti interpretativi, spiegando solo che ora ha intenzione di "prendere tempo per riflettere, per riposare e per ritrovarsi", specificando però: "Tutta la mia vita è stata consacrata a cercare di essere utile al bene comune. Si vedrà".

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