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Strauss Kahn libero: cameriera poco credibile. I dubbi sul sexgate

Dominique Strauss-Kahn può girare liberamento per tutti gli Stati Uniti: i domiciliari gli sono stati infatti revocati perché molte delle accuse del suo presunto "sex crime" sono cadure a causa della scarsa credibilità dell'accusatrice.

Il suo avvocato, Benjamin Brafman, lo aveva detto che alla fine Dominique Strauss-Kahn sarebbe stato "assolto" perché "innocente" e, almeno stando agli ultimi sviluppi di questa strana vicenda incentrata su un presunto "sex crime", pare che avesse ragione. L'ex numero uno del FMI, accusato di aver violentato una cameriera del Sofitel Hotel (New York) lo scorso 14 maggio, è stato infatti rilasciato, senza cauzione né braccialetto elettronico, dal giudice Michael Obus della Corta Suprema Statale di New York, perché gran parte delle accuse sono cadute. Ad anticipare la svolta processuale, prima dell'udienza, era stato il New York Times che, citando due fonti ufficiali "ben piazzate", rivelava che "l'intero caso è sul punto di cadere" perché vi sarebbero "lacune importanti nella credibilità della cameriera". Il New York Times scrive infatti che l'accusatrice avrebbe "mentito fin dal momento della prima accusa", e durante l'udienza sarebbero stati proprio i pubblici ministeri a rivelare di non ritenere più credibili le dichiarazioni della donna. Sembra infatti che la cameriera avrebbe mentito davanti al Gran Giurì su cosa avvenne dopo la presunta violenza. Inizialmente la donna aveva raccontato di essere immediatamente fuggita e di aver avvisato i suoi superiori, mentre in realtà l'accusatrice di Dominique Strauss-Kahn "ha ammesso che questo racconto è falso", come si leggerebbe in una lettera che i procuratori hanno inviato alla difesa di DSK, dove spiegano che "dopo quanto avvenuto nella suite 2806 (la cameriera, ndr) è andata a pulire una stanza adiacente, per poi tornare nella suite 2806 e cominciare a fare le pulizie prima di riferire dell'incidente ad un supervisor". Ma la credibilità della donna è segnata anche da altri fatti. Il giorno dopo la presunta violenza, infatti, la cameriera avrebbe avuto una conversazione telefonica, che è stata registrata, con un uomo arrestato per essere stato trovato con ben 180 chili di marijuana, al quale avrebbe chiesto che tipi di benefici avrebbe potuto trarre dall'intera vicenda. Inoltre, quest'uomo avrebbe nel corso degli ultimi due anni versato alla donna circa 100mila dollari. Secondo il New York Times la cameriera del Sofitel Hotel che ha accusato Dominique Strauss-Kahn sarebbe infatti legata ad "attività criminali, tra cui traffico di droga e riciclaggio di denaro". La donna sarebbe inoltre in possesso di 5 contratti telefonici, mentre lei stessa avrebbe dichiarato di possedere un solo telefonino. Ad aggravare il tutto, il fatto che la cameriera, sempre secondo il quotidiano, avrebbe raccontato di essere stata vittima di violenza in Guinea, suo paese d'origine, e anche di aver subito presunte mutilazioni genitali, anche se a quanto pare nella sua domanda di diritto d'asilo tali informazioni non comparirebbero. E mentre Dominique Strauss-Kahn usciva, libero, dal tribunale abbracciato alla moglie (può viaggiare per tutti gli Stati Uniti ma non partire all'estero, tanto che il passaporto non gli è stato ancora riconsegnato), i suoi legali dichiaravano: "Oggi è stato fatto solo il primo passo. Il prossimo sarà la completa liberazione del nostro cliente". La prossima udianza è fissata per il 18 luglio stando ad alcuni network americani tutte le accuse potrebbero cadere addirittura subito dopo il prossimo lunedì, 4 luglio, se le parti si accorderanno per un non luogo a procedere. E mentre la cameriera rischia fino a 5 anni di carcere per aver dichiarato il falso davanti al Gran Giurì, alcuni media statunitensi, come l'ABC, cominciano già a chiedersi come la Procura abbia potuto credere così fermamente a delle accuse che ora sembrano completamente prive di fondamento. Dominique Strauss-Kahn era infatti in corsa per l'Eliseo, e pochi giorni prima dell'arresto era stato lo stesso DSK ad ipotizzare, durante una intervista rilasciata il 28 aprile a Liberation, che gli sarebbe potuta cadere da un momento all'altro anche una "falsa accusa di stupro". Dopo l'arresto dell'ex direttore generale del Fondo monetario internazionale, inoltre, era stato Henri de Raincourt, esponente dell'Ump (partito del presidente Nicolas Sarkozy) a domandarsi se Strauss-Kahn potesse essere stato in realtà "incastrato".

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