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Strauss-Kahn: forse la cameriera ha virus HIV. Il Sexgate s'infittisce

Dominique Strauss-Kahn è innocente? E' stato incastrato? Sono queste alcune delle domande che risuonano in questi giorni in chi sta seguendo il sexgate del direttore generale dell'FMI. E il giallo continua ad infittirsi.

Sembrava sentirselo, Dominique Strauss-Kahn, che gli sarebbe potuto capitare qualunque cosa una volta che fosse cominciata la sua corsa verso l'Eliseo. Tanto che in una recente intervista, rilasciata il 28 aprile a Liberation, affermava chiaramente che gli sarebbe potuta cadere tra capo e collo anche una "falsa accusa di stupro". "Qualcuno potrebbe offrire 500.000 euro o un milione ad una donna per inventare la storia di uno stupro in un parcheggio", spiegava Dsk durante l'intervista. In questo giallo non c'è nessun parcheggio ma una classica stanza d'albergo di lusso, dove una cameriera accusa il direttore generale del Fondo monetario internazionale di tentato stupro. Un sexgate in piena regola, che continua ad infittirsi ogni giorno che passa. La linea difensiva di Dominique Strauss-Kahn non sembra essere ancora chiara, almeno ai media. Probabilmente punterà però sul complotto internazionale, cercando di dimostrare che Dsk era a pranzo con una amico (o forse con la figlia, non è ancora chiaro) nell'ora indicata dalla cameriera come momento dell'aggressione. Già durante la prima udienza i legali di Strauss-Kahn avevano però fatto notare ai giudici che le prove a carico del loro assistito "non erano compatibili" con l'uso della forza, facendo intendere che se rapporto c'è stato era assolutamente consensuale.
La cameriera, fa sapere invece il suo avvocato Jeffrey Shapiro, "negherà categoricamente" questo tipo di tesi, ricordando come la donna "ha subito un trauma straordinario". Ad alimentare il giallo del sexgate che sta travolgendo Dominique Strauss-Kahn ci pensa anche il tabloid New York Post, che rivela come la cameriera, una 32enne immigrata dall'Africa occidentale, con regolare permesso di soggiorno, viva con la figlia di 15 anni in un appartamento che solitamente viene affittato a chi ha contratto il virus HIV o sono affette da AIDS.

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