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Domenico Maurantonio, il padre: se c'era pericolo mio figlio non era solo

Il padre di Domenico Maurantonio si dice certo che la morte del figlio non è stato né un suicidio né di un incidente. Inoltre, il padre dello studente precipitato dal quinto piano di un hotel a Milano osserva: "Ho la certezza come genitore che mio figlio non si sarebbe messo in una situazione di pericolo da solo".

"Certamente non si è trattato di un suicidio né di un incidente. Cadere da quella finestra per 'errore' è praticamente impossibile. Ci sono stato, ho visto l'hotel" ribadisce in una intervista al Corriere.it il padre di Domenico Maurantonio, lo studente 19enne precipitato nella notte tra il 10 e l'11 maggio dal quinto piano di un hotel a Milano, dove pernottava con la classe perché in visita all'Expo 2015. Sono ancora molti i misteri che ruotano attorno alla morte di Domenico Maurantonio, poiché come evidenzia il padre è difficile pensare che il ragazzo si sia arrampicato volontariamente dalla finestra dell'albergo anche se in preda ad un malore. Rimane da chiarire perché Domenico Maurantonio aveva dei lividi sul braccio e perché affianco al corpo sono stati trovati gli slip ed i pantaloncini, non indossati dal ragazzo. Il padre di Domenico Maurantonio sembra avere pochi dubbi: "Avevo immaginato che i ragazzi fossero sotto choc, che il loro silenzio fosse il frutto del contraccolpo per quanto accaduto. - ma aggiunge - Sono passate due settimane da quella notte terribile. Pensavo che i ragazzi a questo punto parlassero, che raccontassero quello che è davvero successo". L'uomo ipotizza infatti che al momento della tragedia Domenico Maurantonio era in compagnia di qualcun'altro: "Ho la certezza come genitore che mio figlio non si sarebbe messo in una situazione di pericolo da solo".

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