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Dizzy Gillespie: piccola discografia consigliata per neofiti

Discografia pressoché sterminata, tra incisioni, live, bootleg e video, disorientante per il neofita. Vale la pena dare due o tre dritte per insominciare a "farsi l'orecchio" con il genio del re del Bebop.

Oggi Google celebra l'anniversario della nascita di John Birks "Dizzy" Gillespie nato il 21 ottobre del 1917. I siti si riempiranno di "copia e incolla" biografici di Wikipedia, aumentando il rumore di fondo di un web italiano sempre più povero di contenuti.
Ma chi vuole avvicinarsi a "Dizzy" Gillespie dal punto di vista "musicale" (e non biografico) che cosa deve ascoltare? Da dove bisogna partire? Questa è la domanda di chi si avvicina per la prima volta, seriamente, ad un artista.
E rapportarsi ad una leggenda del jazz come Gillespie, con una discografia pressoché sterminata, tra incisioni, live, bootleg e video può infatti essere disorientante per il neofita e vale la pena di dare due o tre dritte.
Ovviamente sono consigli personali, dipendono dal gusto e dal lato di Gillespie che si vuole prendere, ma come assaggio del sound e dell'emozione che può trasmettere il trombettista, sono scelte indiscutibili.
Incominciamo a consigliare una raccolta, "The Greatest of Dizzy Gillespie" album del 1993 (anno della scomparsa della leggenda) che cerca di mettere un punto (o forse tre puntini) sul genio del Bepop. In questa raccolta c'è lui e la sua orchestra dal 1946 al 49. Un disco fondamentale che serve da bignami e indice per ripassare l'arte del bop e l'influenza di Dizzy in tutti i rivoli jazzistici dopo di lui.
Un altro disco essenziale per chi si vuole avvicinare a Dizzy è senz'altro "Groovin'High" dove Gillespie tra il 1945 e 46 accompagnato nientemeno che da Charlie Parker al sassofono, mette le fondamenta al Bebop insieme ad altri ragazzi terribili del jazz a New York.
Da ascoltare con un buon impianto hi fi e non sull'iPod è senz'altro "For Musicians Only" che immortala il 16 di Ottobre del 1956 in uno studio di Los Angeles Dizzy e Stan Getz al sax. I due grandi dei fiati si divertono in uno dei dischi da "studio session" più acclamati.
Infine per entrare nel mondo di Gillespie e del bebop è fortemente consigliato "One Night in Washington" registrato il 13 Marzo del 1955 dove il trombettista dalla strana tromba all'insù emoziona come non mai.

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