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Fine del mondo Maya? Gesù: "badate che nessuno vi inganni!"

"Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un 'veggente'". Queste le parole di Papa Benedetto XVI all'Angelus, mentre sul web è un fiorire di predizioni sulla fine del mondo. Dai Maya agli asteroidi c'è chi cerca rifugio a Bugarach per il 21 dicembre 2012. Ma chi ascolta le parole di Gesù Misericordioso afferra con fiducia l'"ultima tavola di salvezza".

Secondo alcune sedicenti interpretazioni new age di un calendario Maya il mondo finirà il 21 dicembre 2012. Non accade a tutte le generazioni la "fortuna" di trovarsi di fronte ad una data così precisa della fine del mondo, data che sarebbe addirittura stata "impressa" nei secoli da un popolo, i Maya, la cui "fine" è effettivamente piena di mistero. Dal punto di vista sociologico ed antropologico sarà molto interessante (e forse porterà a tesi e ricerche universitarie) valutare, a livello globale, come la società, ai tempi di internet, sta reagendo (e reagirà nei prossimi giorni) di fronte alla presunta fine del mondo. Sicuramente non più processioni e "autofustigazioni" all'insegna del pentimento come nel "mille e non più mille", ma una ricerca spasmodica di informazioni su come "scampare" al 21 dicembre 2012. Crescono infatti le ricerche sul web per conoscere i luoghi che gli alieni (ovviamente) avrebbero "promesso" di salvare dalla "fine del mondo 2012". Uno di questi luoghi, un picco montagnoso francese, presso il minuscolo villaggio di Bugarach, è stato addirittura interdetto dalle autorità nei giorni della presunta "apocalisse". E c'è anche chi, all'avvicinarsi della fatidica data è alla continua ricerca di "cibi liofilizzati" su internet e di soggiorni in rifugi atomici trasformati in resort di lusso. Non è difficile prevedere che negli "ultimi giorni" la "tensione" crescerà, proprio come era successo per la celebre leggenda metropolitana del "terremoto a Roma" dell'11 maggio 2011 che aveva visto molti romani lasciare la metropoli e diversi negozi della Capitale chiudere per "prudenza".

Una consolazione arriva però come sempre dal Vangelo di domenica scorsa (18 novembre 2012) che è tratto dal discorso escatologico di Marco (13,5-37) in cui Gesù parla della fine dei tempi. Fine dei tempi che non è esattamente la fine del mondo, dato che l'escatologia è quella riflessione religiosa e filosofica che si occupa del "fine ultimo" dell'uomo e dell'universo. Proprio nel "foglietto" della chiesa di questa XXXIII Domenica del Tempo ordinario, quel "vice parroco di carta" che è "La Domenica", si trova una spiegazione sintetica ed interessante di padre Sergio Gaspari proprio su questo Vangelo: "Nel Vangelo odierno, tratto dal discorso escatologico di Marco, con immagini ed espressioni misteriose Gesù annuncia il suo ritorno alla fine dei tempi, ma non spiega 'la fine' del mondo, quanto 'il fine' delle realtà ultime della storia. Il discorso inizia con l'avvertimento: "Badate che nessuno vi inganni!", e termina con l'esortazione 'Vegliate!': disporsi ad accogliere con operosità il Signore che verrà per il giudizio finale". Anche Papa Benedetto XVI nella breve meditazione sul Vangelo della domenica prima della recita dell'Angelus si è soffermato su quello che è probabilmente, come sottolinea il Santo Padre, "il testo più difficile dei Vangeli".

Dice Papa Benedetto XVI: "Tale difficoltà deriva sia dal contenuto sia dal linguaggio: si parla infatti di un avvenire che supera le nostre categorie, e per questo Gesù utilizza immagini e parole riprese dall'Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un nuovo centro, che è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione". Il Santo Padre precisa davanti ai fedeli convenuti a Piazza San Pietro per la preghiera mariana: "Il «Figlio dell'uomo» è Gesù stesso, che collega il presente e il futuro; le antiche parole dei profeti hanno trovato finalmente un centro nella persona del Messia nazareno: è Lui il vero avvenimento che, in mezzo agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile. A conferma di questo sta un'altra espressione del Vangelo di oggi. Gesù afferma: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (v. 31)". Papa Benedetto XVI quindi osserva: "(...) Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un 'veggente'. Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani, per entrare nella vita eterna. Tutto passa – ci ricorda il Signore –, ma la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati".

Gesù si mostra quindi molto più "modesto" dei Maya e dei loro interpreti "new age" dato che il Vangelo di Marco di questa domenica si conclude con l'affermazione di Cristo: "Quanto però a quel giorno o a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre". Nessuno conosce quindi la data della fine del mondo, nemmeno Gesù stesso che però raccomanda sempre di vegliare. Ci sono tuttavia dei "segni dei tempi" che precederanno la seconda venuta di Gesù Cristo, e non poteva essere così data la Sua infinita bontà.

Emblematico ciò che Gesù dice a Suor Faustina Kowalska perché sia scritto nel suo Diario, a disposizione di tutte le anime (le citazioni sono tratte dal "Diario, la misericordia divina nella mia anima" Santa Maria Faustina Kowalska; Libreria Editrice Vaticana, traduzione Edoardo Ravaglia). Gesù ordina di scrivere a Suor Faustina queste parole: "Scrivi questo: prima di venire come Giudice giusto, vengo come Re di Misericordia. Prima che giunga il giorno della giustizia, sarà dato agli uomini questo segno in cielo: si spegnerà ogni luce in cielo e ci sarà una grande oscurità su tutta la terra. Allora apparirà in cielo il segno della Croce e dai fori, dove furono inchiodati i piedi e le mani del Salvatore, usciranno grandi luci che per qualche tempo illumineranno la terra. Ciò avverrà poco tempo prima dell'ultimo giorno" (D. 83).

Sempre nel Diario di Suor Faustina Kowalska Gesù dice riguardo al "segno per gli ultimi tempi": "Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina: le viscere della Mia Misericordia s'inteneriscono per coloro che recitano la coroncina. Scrivi queste parole, figlia Mia, parla al mondo della Mia Misericordia. Che conosca tutta l'umanità la Mia insondabile Misericordia. Questo è un segno per gli ultimi tempi, dopo i quali arriverà il giorno della giustizia. Fintanto che c'è tempo ricorrano alla sorgente della Mia Misericordia, approfittino del Sangue e Acqua scaturiti per loro" (D. 848).

Una offerta di infinita bontà da parte del Signore
che indica a tutti la via della salvezza prima della fine. Le intenzioni di Gesù sono chiare e ricolme di bontà, come riporta Santa Faustina Kowalska scrivendo le esatte parole dettate dal Salvatore: "Nell'Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l'umanità con la Mia Misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso. Faccio uso dei castighi solo quando essi stessi Mi costringono a questo; la Mia mano afferra malvolentieri la spada della giustizia. Prima del giorno della giustizia mando il giorno della Misericordia" (D. 1588). Per questo Gesù raccomandando che "Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto" (D. 699), ha voluto che si istituisse, il 30 Aprile del 2000 con la solenne celebrazione di Papa Giovanni Paolo II, la Festa della Divina Misericordia. Una "festa per tuttà l'umanità" dove Gesù promette "tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia".

Ma se non quando, allora come sarà la fine del mondo, quella vera si intende? Ovviamente nessuno lo può sapere se non nella "sostanza". Niente di cinematografico in stile hollywoodiano, con il solito asteroide d'ordinanza (che sia il ridicolo "asteroide" Nibiru o il "futuro" 99942 Apophis), o il misterioso (e fotogenico) "raggio" di luce nel tempio Maya.

La Beata Vergine Maria descrive bene a Suor Faustina, nella "sostanza", quel giorno che verrà. Scrive Santa Kowalska nel suo Diario: "Il 23 marzo. La mattina, durante la meditazione, m'investì la presenza di Dio in maniera particolare, mentre riflettevo sulla grandezza incommensurabile di Dio e nello stesso tempo sul Suo abbassarsi fino ad una creatura. Ad un tratto vidi la Madonna che mi disse: «Oh, quanto è cara a Dio l'anima che segue fedelmente l'ispirazione della Sua grazia! Io ho dato al mondo il Salvatore e tu devi parlare al mondo della Sua grande Misericordia e preparare il mondo alla Sua seconda venuta. Egli verrà non come Salvatore misericordioso, ma come Giudice Giusto. Oh, quel giorno sarà tremendo! E' stato stabilito il giorno della giustizia (cfr. At 17,31), il giorno dell'ira di Dio davanti al quale tremano gli angeli. Parla alle anime di questa grande Misericordia, fino a quando dura il tempo della pietà. Se tu ora taci, in quel giorno tremendo dovrai rispondere di un gran numero di anime. Non aver paura di nulla; sii fedele fino alla fine. Io ti accompagno con la mia tenerezza» (D. 635).

Papa Benedetto XVI
all'Angelus di questa domenica non mancava di ricordare che "anche nei nostri tempi non mancano calamità naturali, e purtroppo nemmeno guerre e violenze. Anche oggi abbiamo bisogno di un fondamento stabile per la nostra vita e la nostra speranza, tanto più a causa del relativismo in cui siamo immersi. La Vergine Maria ci aiuti ad accogliere questo centro nella Persona di Cristo e nella sua Parola". E mentre sui social network ci si organizza già su come passare la serata della fine del mondo altri penseranno all'opportunità di non lasciarsi sfuggire quell'"ultima tavola di salvezza" che Gesù ha dato prima del suo ritorno. Ha detto Gesù a Suor Faustina riguardo la Coroncina alla Divina Misericordia : "Recita continuamente la Coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell'ora della morte. I Sacerdoti la consiglieranno ai peccatori come ultima tavola di salvezza; anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa Coroncina una volta sola, otterrà la Grazia dalla mia infinita Misericordia".

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