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Agcom: Disney ha "standard elevatissimi", produttori italiani non all'altezza

L'Agcom concede (con delibera del 18 settembre 2014) una deroga alla The Walt Disney Company Italia sul rispetto della quota del 10 per cento di produzione europea da distribuire sui propri canali tv italiani. L'Agcom, carte alla mano, ammette che la Disney non avrebbe trovato produttori italiani indipendenti in linea con gli "elevatissimi standard tecnici ed un ben definito sistema di valori incardinati in storie e personaggi 'positivi' ".

Il 18 dicembre 2013 la The Walt Disney Company Italia ha presentato una istanza all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per i palinsesti Disney Channel, Disney XD, Disney Junior e Disney in English, inclusi i relativi palinsesti time-shifted Disney Channel+1 e Disney Channel+2; Disney XD+1 e Disney XD+2; Disney Junior+1 chiedendo "deroga agli obblighi di investimento in opere europee di produttori indipendenti nonché agli obblighi di riserva di programmazione e di investimento per le opere cinematografiche di espressione originale italiana". Nel dettaglio, la Disney ha chiesto all'Agcom:
- la deroga agli obblighi di investimento in opere europee di produttori indipendenti;
- la deroga agli obblighi di trasmissione di opere cinematografiche di espressione originale italiana degli ultimi cinque anni;
- la deroga agli obblighi di investimenti in opere cinematografiche di espressione originale italiana di produttori indipendenti, incluse le opere recenti.
E l'Agcom gliele ha concesse.

"Leggo che Agcom avrebbe concesso una deroga a Disney sul rispetto della quota del 10 per cento di produzione europea da distribuire sui propri canali tv italiani. Se la notizia fosse confermata sarebbe incomprensibile" afferma in una nota il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli. Per avere la conferma della notizia sembra però che basti leggere la delibera dell'Agcom datata 18 settembre 2014, pubblicata online, dove l'authority ha dato ragione alla Disney quando evidenzia che "l'istanza non si fonda su ragioni di carattere economico, bensì di carattere editoria, legate all’oggettiva indisponibilità sul mercato di opere realizzate da produttori indipendenti compatibili con la linea editoriale dei palinsesti tematici di Disney Italia e con le esigenze del relativo target di riferimento in quantità sufficiente ad assicurare il rispetto degli obblighi di legge". La Disney non avrebbe quindi trovato produttori italiani indipendenti in linea con gli "elevatissimi standard tecnici ed un ben definito sistema di valori incardinati in storie e personaggi 'positivi' all’insegna dell’amicizia, dell’ottimismo, del rispetto della famiglia, del lavoro di gruppo, del rispetto per gli altri, della tolleranza e del superare insieme le difficoltà, da diventare dei 'modelli' nei quali i giovani telespettatori possono identificarsi" come l'Agcom definisce i programmi e i palinsesti della Disney. E così, l'Agcom scrive che "il rispetto degli obblighi di investimento (della Disney, ndr) in opere europee realizzate da produttori indipendenti appare incompatibile rispetto alla libera scelta editoriale sino ad oggi perseguita dai palinsesti in esame", e, si preoccupa l'authority, "rischierebbe di deviare le risorse economiche a disposizione della Società verso programmi che non consentirebbero di dare continuità agli investimenti finora effettuati, se non venendo meno all’impostazione della linea editoriale dei palinsesti".

Il sottosegretario alle Comunicazioni Giacomelli evidenzia però che non dovrebbe "essere Disney a dare la pagella di qualità ai nostri prodotti di animazione", anticipando: "Con l'Authority intendo approfondire la questione, anche perché non so se altre deroghe siano state concesse in questi anni: - aggiungendo - forse ci sono regole che vanno cambiate". Giacomelli conclude: "Sarebbe singolare che mentre gli operatori televisivi pretendono giustamente regole uguali per tutti, anche per i big di internet (sic), quelle stesse regole già oggi non venissero rispettate da chi è presente in Italia".

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