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Renzi e Marchionne due "sola": Diego Della Valle fa le scarpe al premier

Matteo Renzi e Sergio Marchionne sembrano davvero vederla allo stesso modo, almeno per quanto riguarda il futuro dei contratti lavorativi. Dopo il loro incontro negli Stati Uniti, Diego Della Valle fa le "scarpe" a Renzi e Marchionne, definendo entrambi due "sola" (per rimanere in tema calzaturiero).

Matteo Renzi e Sergio Marchionne sembrano davvero vederla allo stesso modo, almeno per quanto riguarda il futuro dei contratti lavorativi. Dagli Stati Uniti il Presidente del Consiglio paragona l'Italia ad una "azienda bollita", l'ad di Fiat-Chrysler sottolinea che appoggia Renzi "per l'agenda di riforme che sta portando avanti" perché "il Paese è veramente da ricostruire". Renzi quindi ribadisce l'intenzione di abolire l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, mentre "a quelli che dicono che la Fiat perde la sua italianità" il premier risponde che lui è solo "interessato a che diventi internazionale ma mi interessa che gli ingegneri italiani abbiano più possibilità e che gli stabilimenti facciano più innovazione".

In questo idillio statunitense tra Matteo Renzi e Sergio Marchionne interviene Diego Della Valle, definendo entrambi "due sola". E non si può dire che Della Valle, di scarpe, non se ne intenda. Intervistato a Otto e Mezzo da Giovanni Floris, che sostituisce temporaneamente Lilli Gruber, Diego Della Valle entra maggiormente nel dettaglio: "L'incontro fra Marchionne e Renzi è vergognoso, non si può più tacere, siamo già all’ultima spiaggia con un premier ragazzo che promette e non conclude e ministri con poca esperienza, non è vero che è l’unico governo possibile. - ribadendo - Due sola, cioè due persone che non attendono le cose che dicono".

Della Valle racconta: "Fino a qualche mese fa pensavo che Renzi potesse essere una risorsa per il Paese, tutte le volte che mi ha chiesto di venirmi a trovare per chiedermi qualche consiglio io con piacere quando stavo in Italia l'ho sempre fatto, ma gli avevo dato altri consigli. A Renzi gli avevavo detto che forse era opportuno far governare Enrico Letta e nel frattempo lui avrebbe dovuto, come responsabile del Partito Democratico fare esperienza, fare una squadra giusta che avrebbe portato magari un domani al governo, fare una agenda internazionale, conoscere il mondo che è molto diverso da Firenze". Diego Della Valle va giù duro con l'ex amico: "Renzi ha fatto tilt, è in stato confusionale, pensa di poter dire qualunque stupidaggine e contraddirla il giorno dopo. Dice che combatte i poteri forti ma oggi era a casa di un potere forte. - e ancora - Renzi non ha mai lavorato e quindi non può parlare di lavoro come noi. Pensavo fino a qualche mese fa che potesse essere una risorsa per il paese e invece non ha fatto una sola cosa di quanto ha promesso. L'unica iniziativa è stata dare gli 80 euro, copiando quello che ho fatto io nella mia azienda".

Diego Della Valle poi smonta anche il cavallo di battaglia del premier, cioè i risultati delle elezioni europee: "Renzi ha preso il 40% ovvero - osserva - la metà dei votanti, ma la maggior parte erano voti del PD, e comunque non è il padrone del Paese e non è stato votato per fare il Presidente del Consiglio, si presenti alle elezioni". Alla domanda se pensa di "scendere in campo", Diego Della Valle chiarisce: "Io non faccio il politico ma sono anche una persona che, se serve, si rende disponibile a dare una mano per fare le cose, e per farle in fretta, e domani mattina".

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