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Verdini in maggioranza: serve voto fiducia. Brunetta: Renzi teme minoranza PD

Il gruppo Ala (Alleanza Liberalpopolare - Autonomie) dei verdiniani "è ufficialmente entrato in maggioranza" sottolinea anche Renato Brunetta, dopo che incassa tre vicepresidenze di Commissione in Senato. Matteo Renzi, che nega questo cambio di maggioranza, deve quindi riferire a Sergio Mattarella e chiedere fiducia alle Camere.

Il gruppo Ala (Alleanza Liberalpopolare - Autonomie) dei verdiniani ormai non fa più solo da spalla al governo Renzi. Dopo l'appoggio al ddl Boschi, il gruppo guidato da Denis Verdini a seguito della sua uscita da Forza Italia incassa infatti tre vicepresidenze nelle Commissioni al Senato in quota alla maggioranza, quelle di Finanze, Bilancio e Difesa. Ecco perché Verdini ed il suo gruppo "è ufficialmente entrato in maggioranza" sottolinea anche Renato Brunetta nel corso di una intervista a Tgcom24, sottolineando: "Quando cambiano le maggioranze normalmente il Presidente del Consiglio ha l'obbligo di riferire al Capo dello Stato Sergio Mattarella, e dopo che ha riferito al Presidente della Repubblica deve presentarsi alle Camere per spiegare in Parlamento che non c'è più una maggioranza ma ce n'è un'altra".
"Normalmente - prosegue Brunetta - questo dibattito alle Camere finisce con un voto di fiducia, nel senso che il Parlamento è tenuto a dire 'mi piace o non mi piace questo cambio di maggioranza', e si ricomincia o si va a casa. Siccome Matteo Renzi teme questo passaggio nega la realtà, nega la verità".
Il premier infatti afferma che "Verdini non è entrato in maggioranza", ma Brunetta replica: "Renzi è uno sbruffone ed è anche un ignorantello non solo della Costituzione ma del diritto costituzionale e della prassi del diritto parlamentare. - e domanda - Perché Renzi nega l'evidenza? Perché ha paura della minoranza interna del suo partito che non vuole Verdini in maggioranza. Una minoranza che in Senato è consistente: sono circa 30 senatori che non vogliono Verdini in maggioranza. Questo è il punto. Ma non lo vogliono neanche gli alfaniani, e neanche quelli di Scelta Civica".
A ritenere infatti che con la nomina dei tre vicepresidenti sia cambiata la maggioranza di governo è anche Roberto Speranza (PD), che pochi giorni fa aveva puntualizzato, dopo che Denis Verdini aveva dichiarato che voleva "affiliarsi" al PD: "Voglio ricordagli che il PD è un partito. Non una loggia. Ad un partito ci si iscrive o con esso si fa un alleanza. E per il PD credo che nessuna delle due cose sia auspicabile".

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