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P3, Bankitalia: "potenziale conflitto d'interessi" di Verdini in CCF

La Banca d'Italia evidenzia "gravi carenze" degli organi aziendali presso il Credito Cooperativo Fiorentino (CCF), evidenziando anche un "pontenziale conflitto di interessi" tra Denis Verdini e la banca. Il coordinatore nazionale del PdL replica che le accuse sono "fondate su ipotesi errate".

La Banca d'Italia ha condotto dal 25 febbraio al 21 maggio 2010 degli accertamenti ispettivi presso il Credito Cooperativo Fiorentino (CCF) e la delibera 553 del 20 luglio scorso (anticipata all'Ansa) evidenzia "gravi carenze" degli organi aziendali. Queste carenze si riassumono sotto il profilo dell'antiriciclaggio, in un "totale accentramento dei poteri" nelle mani di Denis Verdini e di un "esteso pontenziale conflitto di interessi".
Riguardo a quest'ultimo punto, secondo la Banca D'Italia Verdini avrebbe "omesso di fornire piena informativa, ai sensi dell'articolo 2391 del codice civile, circa la sussistenza di propri interessi potenzialmente in conflitto con quelli della banca, per affidamenti complessivamente ammontanti a euro 60,5 milioni".
Il commissariamento del Credito Cooperativo Fiorentino, finito anche nell'inchiesta della cosidetta P3, non è quindi avvenuto riguardo la situazione del patrimonio ma a causa delle gravi violazioni normative che ha riscontrato Bankitalia.
Ricordiamo che l'amministrazione straordinaria del della banca è stata disposta con decreto dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti lo scorso 27 luglio.
La Banca d'Italia evidenzia che tutte le funzioni di indirizzo, gestione e controllo erano incentrate erano incentrate su Denis Verdini, ex presidente della banca creando "un'alterazione del modello aziendale".
Il coordinatore nazionale del PdL fa sapere che questo è "l'inizio di un provvedimento amministrativo" a cui risponderà di volta in volta e puntualmente. Contesta il "potenziale conflitto di interessi" esposto nel verbale e sottolinea come "nella delibera degli ispettori non c'è traccia alcuna delle infamanti ipotesi uscite sulla stampa nei mesi scorsi, tese a individuare nel CCF un crocevia di tangenti e di malaffare".

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