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Dopo David di Donatello modificare ddl Franceschini per aiutare opere indipendenti, chiede Anac

"L'Associazione Nazionale Autori Cinematografici si congratula non solo con gli autori e i professionisti vincitori del David di Donatello, ma con tutti i finalisti del premio, e chiede che sia modificata la norma contenuta nel ddl Franceschini che riserva solo il 15% delle risorse al sostegno selettivo", espone in una nota l'Anac.

"L'Associazione Nazionale Autori Cinematografici si congratula non solo con gli autori e i professionisti vincitori del David di Donatello - si espone in una nota dall'Anac -, ma con tutti i finalisti del premio, per aver contribuito al successo del cinema italiano. Tale successo è confermato dalla presenza di Marco Bellocchio, Paolo Virzì e Claudio Giovannesi, autori rappresentativi di tre diverse generazioni della nostra cinematografia, alla Quinzaine des Réalisateurs del prossimo Festival di Cannes."
L'Associazione degli autori puntualizza quindi: "Nella diretta della cerimonia di premiazione effettuata da Sky è emersa in maniera inequivocabile la specificità e la pluralità dei linguaggi e dei generi cinematografici che sono gli elementi qualificanti che distinguono la settima arte dal resto dell'audiovisivo. Tale diversità è garanzia primaria per il rinnovamento del cinema."
Viene osservato: "Lo dimostrano i tanti premi a Lo chiamavano Jeeg Robot, opera indipendente sceneggiata da Nicola Gaglianone e Menotti e realizzata, nonché autoprodotta senza non poche difficoltà, dal regista Gabriele Mainetti che ricevendo il premio ha ricordato la sua formazione nell'alveo della nostra associazione."
"Nell'imminenza del dibattito parlamentare sulla riforma della legge cinema, l'Anac chiede che sia modificata la norma contenuta nel ddl Franceschini che riserva solo il 15% delle risorse al sostegno selettivo, quest'ultimo finalizzato proprio a garantire, secondo le norme europee, la diversità nella creazione e a favorire la produzione indipendente" si prosegue.
"Tale forma di sostegno peraltro è l'unica a prevedere l'attribuzione dei fondi tenendo conto della sceneggiatura e delle caratteristiche del progetto. Con il nuovo disegno di legge si assegnerebbero la quasi totalità delle risorse alle imprese tramite sostegni automatici, per via diretta o indiretta (tax credit), senza alcuna valutazione dell'interesse culturale. Interesse culturale che si è già eliminato per il credito d'imposta con l'ultima legge di stabilità. Un eccessivo sbilanciamento dei finanziamenti automatici alle imprese potrebbe oltretutto apparire come una forma di 'aiuto di Stato' con la conseguente bocciatura della legge da parte della Unione europea" si fa sapere in conclusione.

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