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David di Donatello: Teho Teardo candidato come "miglior musicista"

Il musicista, compositore e sound designer di Pordenone, già vincitore nel 2009 per la colonna sonora del film "Il Divo" di Paolo Sorrentino, torna ancora una volta protagonista in questa 55esima edizione del David di Donatello grazie alla colonna sonora originale de "Il gioiellino" di Andrea Molaioli.

Per la quarta volta Teho Teardo riceve una candidatura ai David di Donatello nella categoria "miglior musicista". Il musicista, compositore e sound designer di Pordenone, già vincitore nel 2009 per la colonna sonora del film "Il Divo" di Paolo Sorrentino, torna ancora una volta protagonista in questa 55esima edizione del David di Donatello grazie alla colonna sonora originale de "Il gioiellino" di Andrea Molaioli. Le musiche de 'Il gioiellino' "sono state interamente scritte, prodotte, registrate e mixate da Teho Teardo nel suo studio Basement Recording di Roma, mentre alcune sezioni di archi sono state registrate a Budapest" come spiega una nota del musicista e compositore. La colonna sonora è stata scritta immediatemnte dopo aver letto la sceneggiatura "immaginando il film prima di vederlo, quindi, molto tempo prima del primo ciak" perché, come spiega lo stesso compositore Teho Teardo "la presenza di immagini potrebbe condurre a una scrittura ormai codificata sulla tecnica del commento musicale". Ciò che cerca di realizzare Teardo è una "una forma musicale in grado di avere un'autonomia propria, anche oltre le immagini", in poche parole "vuole portare musica al cinema, non fare musica per il cinema". "Alle registrazioni di questi brani - si legge sempre nella nota stampa - "collabora un musicista straordinario come Alexander Balanescu, violinista del Balanescu Quartet, che, grazie anche alla violoncellista Martina Bertoni, affina un tocco particolarissimo e qualifica maggiormente il sound di queste composizioni. L'elemento sonoro è fondamentale soprattutto quando le atmosfere sono più dilatate e nelle composizioni emergono intere sezioni ambient che spostano la dimensione classica degli archi verso scenari elettronici"

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