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Cameron: con Brexit "conseguenze disastrose", rischio di una guerra

E' tutto pronto ormai per il referendum del 23 giugno sulla Brexit. I sondaggi non danno la permanenza del Regno Unito nell'Ue come schiacciante e così il premier inglese David Cameron gioca la carta della puara ed avverte: con la Brexit ci potrebbero essere "conseguenze disastrose", anche un guerra.

Il governo della Gran Bretagna sta giocando tutte le sue carte per evitare che i cittadini votino l'uscita dall'Unione europea nel referendum in programma il 23 giugno 2016. Pochi giorni fa sono stati gli USA, per bocca di Barack Obama e Hillary Clinton, a "consigliare" agli inglesi di rimanere nell'UE. La mossa successiva è toccata quindi al premier britannico David Cameron che ha cercato letteralmente di terrorizzare i cittadini, già impauriti per via dei possibili attentati terroristici.
Parlando al British Museum di Londra, Cameron non ci ha infatti girato troppo intorno affermando che ci potrebbero essere "conseguenze disastrose" se il Regno Unito decidesse di lasciare l'Unione europea. Il premier inglese ha quindi evocato persino il rischio di un conflitto bellico, ricordando che la Seconda Guerra Mondiale è terminata solo da 70 anni ma che sono appena passati 20 anni dalla guerra nei Balcani e dal genocidio di Srebrenica., ricordando anche i recenti carri armati in Georgia e Ucraina.

"Possiamo essere davvero così sicuri che la pace e la stabilità nel nostro continente saranno assicurati senza ombra di dubbio? E' questo un rischio che vale la pena di correre?" ha domandato quindi Cameron, sottolineando che l'Inghilterra otterrà solo vantaggi per la sicurezza nazionale se rimarrà membro dell'UE. Cameron ha poi sostenuto che la Brexit verrebbe vista solo come un "vile atto di ritiro nazionale", poiché lascerebbe nelle mani di altri i problemi che sta affrontando oggi l'Unione europea, da quelli economici a quelli dei migranti. "Ogni volta che voltiamo le spalle all'Europa, prima o poi ce ne pentiamo. O noi influenzeremo l'Europa, o questa ci influenza" ha quindi dichiarato Cameron, evidenziando che anche fuori dall'UE il Regno Unito non potrà essere "immune dalle conseguenze" delle scelte europee.

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