le notizie che fanno testo, dal 2010

Daniele Groff era off: riacceso con "Bellissima la verità" per sfondare il wonderwall

Daniele Groff era "fuori servizio" da un po' di anni, anzi era proprio spento, come lui stesso racconta. Dopo aver ricaricato le batterie e le cartucce della penna, eccolo ritornare con una bella canzone solare che si chiama "Bellissima la verità". Una colonna sonora positiva per le giornate "che stasera va così ma domani andrà meglio".

Daniele Groff sembrava sparito dall'orizzonte a modulazione di frequenza senza lasciare traccia. O meglio di tracce ne aveva lasciate tante dall'album "Variatio 22" del 1998 al singolo "Prendimi" (del 2007), realizzato con la partecipazione di Volker Hinkel dei Fools Garden (la band del successo Lemon Tree con oltre 6 milioni di copie vendute in tutto il mondo). Ora l'artista trentino ritorna con una canzone cristallina che si chiama "Bellissima la verità". Una canzone che irrompe nel grigiore orwelliano attuale ("la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza") con un John Keats che ricorda "La bellezza è verità, la verità è bellezza".

"Bellissima la verità, è una canzone importante. - spiega Daniele Groff - Importante per me che me ne prendo cura da più di qualche anno, che ha viaggiato per l'Europa, che racconta un percorso, che mi ha fatto tornare a sognare, con il suo essere naïf, con la sua energia, con i suoi colori, che vuole arrivare in mezzo alla gente, dentro gli sguardi, fra le pieghe delle vite degli altri, a cambiare l'umore di una giornata no, a smuovere i pensieri, a farsi mille domande, a far muovere le gambe e battere le mani, a strappare un sorriso". "E' importante perché mi ha accompagnato in questi anni di ricerca avventurosa - sottolinea ancora il cantante -, di frastuoni e di silenzi, facendomi sempre sentire la sua voce e guidandomi sicura verso la luce forte di una nuova ripartenza e di nuovi orizzonti. 'Bellissima la verità' è un pezzo di vita, un po' della mia e molto di quella che respiri negli altri, in chi ami, in chi ti sta intorno, di quella che vorresti, di quella che hai nel cuore. C'è il mistero, c'è che stasera va così ma domani andrà meglio, c'è che non sappiamo niente, c'è una madre che canta que sera sera, ci sono montagne da scalare e fiumi in cui scorrere, demoni da affrontare, paure da superare e con cui convivere, vicoli bui, domande e risposte, dubbi e speranze, nostalgia e presenza, tesori sommersi e vele bianche spiegate per salpare ancora".

Ma che fine aveva fatto l'autore di Daisy per tutti questi anni? "Mi ero spento: letteralmente da Groff a Gr...off!" risponde l'artista di Trento con sincerità. "Metà anni 2000, ultimo disco. Nonostante l'oceano di abbracci di 'Sei un miracolo', l'energia sonora di 'Come sempre' (al crepuscolo del Festivalbar), l'esagerata avventura internazionale in terra di Francia, i riconoscimenti americani conquistati con 'Morning', i concerti negli stadi grazie a Mr. Bryan Adams e Renato Zero, nonostante tutto ciò possa sembrare davvero molto, io cercavo ancora me stesso e la giusta via, fra le ombre e i vicoli della paura, sulle strade ripide di questa pianura, avendo perso di vista la seconda stella, quella che poi giri a destra e trovi il cammino. Così, mi sono fermato, ho sbattuto gli occhi e mi sono guardato allo specchio". E poi con una immagine alla George Harrison spiega: "Sta di fatto che c'era questo wonderwall, questo muro delle meraviglie... e ho sentito il bisogno di provare ad andare oltre, superarlo, proseguire con la mia strada; volevo migliorarmi, crescere, scrivere canzoni più grandi e vestirle con il suono del qui e ora, sentirmi pronto per ripartire, degno di strillare al mondo una canzone, di sussurrarne al vento le parole. Cercavo qualcosa che riaccendesse la fiamma, che mi facesse sentire riconoscente e vivo, qualcosa che risvegliasse il sogno e insieme la voglia di affrontare la realtà".

E per quanto riguarda il nuovo disco Daniele Groff riflette: "2015, nuovo disco... Ci sono voluti 7 anni, 7 come i cicli della vita, come gli anni in Tibet di Brad Pitt, come quanti ne ho aspettati prima che lei mi dicessi sì o come quelli che avevo quando mi sono rotto un braccio, 7 come le meraviglie del mondo, come il giorno del mio compleanno, come la vita che ci è voluta prima che questo nuovo disco si decidesse ad uscire allo scoperto, a denudarsi, a mettersi in mostra, a fare l'operaio, 7 anni per fare sul serio, ripartire da dove eravamo rimasti, cambiare le cartucce dell'inchiostro e le batterie della sveglia, lacerarsi – anche il tendine d'Achille – e ritornare più forte per vedere l'effetto che fa". Senza dimenticare che 7 erano anche le fatiche di Ercole, dato che "Bellissima la verità" è scritta, prodotta, suonata e missata dallo stesso Groff.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: