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Santanchè: far uscire intercettazioni con Briatore è una violenza

Daniela Santanchè sembra davvero arrabbiata per il fatto che sia stata pubblicata una sua telefonata privata con Flavio Briatore, dove parlano anche di Silvio Berlusconi che avrebbe ripreso "al cento per cento", secondo l'ex manager della Formula Uno, il bunga bunga.

Daniela Santanchè sembra davvero arrabbiata per il fatto che sia stata pubblicata una sua telefonata privata (risalente ad inizi di aprile scorso) con Flavio Briatore, dove parlano anche del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che avrebbe ripreso "al cento per cento" (stando all'ex manager della Formula Uno) il bunga bunga. La conversazione, pubblicata da La Repubblica (http://is.gd/wb77xl), e prima ancora dal Secolo XIX e da Il Fatto Quotidiano, è frutto di una intercettazione della Guardia di Finanza in merito ad una inchiesta della Procura di Genova, che indaga su Briatore per la presunta evasione fiscale per la gestione del suo yacht "Force blue", che batte bandiera Isole Cayman. Durante una intervista a La Stampa (http://is.gd/WL6BLh), Daniela Santanchè spiega però che quello di Briatore al telefono era "solo uno sfogo fatto da un amico di vecchia data" e che lei non fa "che ascoltare". "Molte delle cose che dico sono semplici intercalari" sottolinea il Sottosegretario. Durante la telefonata (), ad un certo punto la Santanchè esclama, dopo aver appreso dall'amico che Berlusconi (sempre stando all'intercettazione) continuerebbe con il "bunga bunga": "Va beh, ma allora qua crolla tutto". A La Stampa il Sottosegretario spiega il motivo di tale espressione: "Io conosco Berlusconi: non sono preoccupata di quello che può fare, ma di quello che invece viene raccontato, pensavo se dice queste cose un amico parlando di un altro amico qui viene giù tutto", tanto da precisare di non avere "la minima preoccupazione che (Berlusconi, ndr) possa fraintendere" le sue parole. Per quanto riguarda quel "che gentaglia" riferito a Emilio Fede, la Santanchè dice di essere dispiaciuta del fatto che si sia offeso ma che era solo un "unico commento sintetico" a quanto appena riferito da Briatore. Daniela Santanchè però su un punto è molto chiara, e cioè che tale conversazione non doveva essere pubblicata perché "non c'è nessun reato" e vedere questa telefonata trascritta sui giornali è stata "una violenza", domandando: "Chi fa uscire queste intercettazioni è un servitore dello Stato secondo lei?". "Oggi sono forse più incazz.. di ieri - conclude la Santanchè - ho grande rispetto per i magistrati, ma di chi ha passato queste veline ai giornali, cosa devo pensare? Che sono metastasi della società". Una "metafora oncologica" che il Sottosegretario aveva già riservato, ad inizi di maggio, ad Ilda Boccassini (http://is.gd/Vkl2A8).

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